ISO[1] in fotografia: come usarli sulla Fujifilm[2]
Da quando uso le Fujifilm, una delle cose che apprezzo di più è la possibilità di controllare il diaframma dalla ghiera dell’obiettivo. Un gesto semplice, immediato, che permette di decidere non solo quanta luce far entrare, ma anche come raccontare una scena. Da quel momento il diaframma, più che un semplice valore tecnico, è diventato per me uno degli strumenti creativi più importanti della fotografia.
4 concetti chiave dell'articolo
Cos’è il diaframma in fotografia?
Il diaframma in fotografia è il sistema di lamelle presente all’interno dell’obiettivo che regola la quantità di luce che raggiunge il sensore. La sua apertura viene indicata con valori f/: più il numero è basso, maggiore è l’apertura e quindi la quantità di luce che entra nell’obiettivo; aumentando il numero, l’apertura si restringe e la luce che passa all’interno dell’obiettivo diminuisce.
© Fujifilm
Un closeup di uno dei migliori e più moderni obiettivi Fujinon della serie XF.
Il diaframma, però, non serve soltanto a controllare l’esposizione[3]. Modificando l’apertura si cambia anche la profondità di campo, cioè la porzione della scena che appare nitida. Un diaframma molto aperto, come f/1.4 o f/2, permette di isolare il soggetto e ottenere uno sfondo sfocato, mentre aperture più chiuse come f/8 o f/11 consentono di mantenere nitide porzioni più ampie della scena.
Diaframmi Fujifilm: apertura, profondità di campo ed effetti
| Diaframma[4] | Effetto /utilizzo |
|---|---|
| f/1.2 – f/1.4 | Massima apertura, poca profondità di campo e forte sfocato. |
| f/2 – f/2.8 | Ottimo compromesso per ritratti, street e scarsa luce. |
| f/4 – f/5.6 | Maggiore profondità di campo, ideale per reportage e viaggio. |
| f/8 | Buona nitidezza e profondità di campo per paesaggi e scene ampie. |
| f/11 – f/16 | Profondità di campo elevata, quando vuoi tutto a fuoco |
Attenzione alla diffrazione
Da f/11 in poi bisogna considerare anche la diffrazione. Chiudendo molto il diaframma, la luce attraversa un’apertura sempre più piccola e tende a disperdersi, riducendo progressivamente la nitidezza fine dell’immagine. Per questo, anche se f/16 offre una profondità di campo maggiore, non significa necessariamente ottenere una fotografia più nitida. Sulle mirrorless Fujifilm conviene quindi evitare diaframmi molto chiusi quando non sono realmente necessari e scegliere l’apertura in funzione della scena e dell’effetto fotografico che si vuole ottenere.
Diaframma fotografico: dalla pellicola alle Fujifilm
Prima dell’era digitale, la ghiera dei diaframmi sull’obiettivo era un comando familiare praticamente a ogni fotografo. Bastava ruotarla per scegliere l’apertura e modificare contemporaneamente quantità di luce e profondità di campo. Con il passaggio alle fotocamere digitali, questo controllo fisico è progressivamente scomparso da molti sistemi, sostituito da ghiere elettroniche e comandi integrati nel corpo macchina. Fujifilm ha scelto una strada diversa, mantenendo su molti obiettivi e corpi macchina le ghiere dedicate che richiamano direttamente la fotografia analogica. Un sistema di controllo fisico, che permette di intervenire sulle impostazioni senza dover passare dai menu della fotocamera.
© Marcello Moresco
Gli obiettivi vintage hanno tutti la ghiera dei diagrammi. Pentax SMC-M 50mm[5] f/1.7.
Nota: la ghiera dei diaframmi sugli obiettivi Fujinon è diventata negli anni uno degli elementi distintivi di tutto il sistema X e GFX: un comando fisico, immediato e sempre visibile che permette di sapere a colpo d’occhio quale apertura stiamo utilizzando. Non è soltanto una scelta estetica o nostalgica, ma un modo diverso e più consapevole di rapportarsi all’esposizione.
Le ghiere Fujifilm: non solo diaframmi
Una delle caratteristiche distintive di Fujifilm è la presenza delle ghiere dedicate su molti obiettivi ma anche sui corpi macchina. Questo approccio, delle ghiere presenti sulle fotocamere, offre un controllo immediato delle impostazioni e rende l’esperienza di scatto più vicina alla fotografia tradizionale.
Ghiera dei diaframmi Fujifilm: stop, terzi di stop e modalità A
La ghiera dei diaframmi degli obiettivi Fujifilm permette di controllare l’apertura in modo diretto e intuitivo. Sulla ghiera sono normalmente incisi i valori del diaframma, con gli stop[6] principali e, tra questi, gli scatti intermedi a 1/3 di stop, così da poter effettuare regolazioni più precise dell’esposizione.
Nota: il feeling della ghiera può cambiare da un obiettivo all’altro. Su alcuni modelli di obiettivi con la ghiera, gli scatti sono più morbidi e fluidi, mentre su altri risultano più netti e marcati. È una differenza apparentemente piccola, ma che si percepisce molto nell’utilizzo quotidiano degli obiettivi.
- Stop principali: permettono di modificare l’apertura
- 1/3 di stop: consente una regolazione più precisa
- Ghiera[7] su A: attiva la gestione automatica del diaframma
- Ghiera decliccabile: presente su alcuni obiettivi, elimina gli scatti
- Feedback della ghiera: varia in base all’obiettivo
Il diaframma sulla ghiera posteriore
Sulle fotocamere Fujifilm il diaframma può essere controllato non solo dalla ghiera presente sull’obiettivo. Quando l’obiettivo e la fotocamera lo consentono, è possibile assegnare la regolazione dell’apertura alla ghiera posteriore, una soluzione particolarmente comoda quando si lavora in modalità Manuale.
In questo modo è possibile mantenere il controllo del diaframma direttamente dal corpo macchina e utilizzare l’altra ghiera per modificare il tempo di scatto, gestendo così rapidamente i due parametri fondamentali dell’esposizione. La possibilità di scegliere quale ghiera utilizzare rende il sistema Fujifilm molto flessibile: chi preferisce l’esperienza tradizionale può intervenire direttamente sull’obiettivo, mentre chi cerca rapidità operativa può affidarsi alle ghiere elettroniche del corpo macchina.

È possibile impostare il comando di selezione dei diaframmi anche sulla ghiera posteriore.
Ghiera dei diaframmi: modelli e caratteristiche
La presenza della ghiera dei diaframmi è una delle caratteristiche più riconoscibili degli obiettivi Fujinon XF. Fujifilm indica generalmente questa caratteristica con la lettera R nel nome dell’obiettivo. La ghiera permette così di impostare direttamente l’apertura, senza passare dai comandi elettronici della fotocamera, mantenendo un controllo immediato sull’esposizione. La gamma Fujifilm comprende numerosi obiettivi XF con questa soluzione, sia a focale fissa sia zoom.
| Obiettivo Fujinon | Blocco della ghiera A |
|---|---|
| XF8mmF3.5 R WR | Blocco A |
| XF16mmF1.4 R WR | Blocco A |
| XF18mmF1.4 R LM WR | Pulsante di sblocco A |
| XF23mmF1.4 R LM WR | Pulsante di sblocco A |
| XF27mmF2.8 R WR | Pulsante di sblocco A |
| XF33mmF1.4 R LM WR | Pulsante di sblocco A |
| XF35mmF1.4 R | Blocco A |
| XF50mmF1.0 R WR | Blocco A |
| XF56mmF1.2 R WR | Pulsante di sblocco A |
| XF60mmF2.4 R Macro | Blocco A |
| XF80mmF2.8 R LM OIS[8] WR Macro | Blocco A |
| XF90mmF2 R LM WR | Blocco A |
| XF8-16mmF2.8 R LM WR | Blocco A |
| XF16-50mmF2.8-4.8 R LM WR | Blocco A |
| XF16-55mmF2.8 R LM WR II | Pulsante di sblocco A |
| XF16-80mmF4 R OIS WR | Senza pulsante dedicato |
| XF18-55mmF2.8-4 R LM OIS | Senza pulsante dedicato |
| XF18-135mmF3.5-5.6 R LM OIS WR | Blocco A |
| XF50-140mmF2.8 R LM OIS WR | Blocco A |
| XF55-200mmF3.5-4.8 R LM OIS | Blocco A |
| XF70-300mmF4-5.6 R LM OIS WR | Blocco A |
| XF100-400mmF4.5-5.6 R LM OIS WR | Blocco A |
| XF150-600mmF5.6-8 R LM OIS WR | Blocco A |
Nota: la lettera R è quindi un riferimento utile quando si cerca un Fujinon con controllo del diaframma direttamente sull’obiettivo. Ad esempio, Fujifilm specifica esplicitamente per l’XF27mmF2.8 R WR la presenza della ghiera con scala dei diaframmi e posizione A con blocco.
© Marcello Moresco
Il Fujinon XF 56mm F/1.2 R WR. Particolarmente apprezzato per il duo bokeh[9].
Diaframmi Fujifilm APS-C e full frame: cosa cambia
Il sensore APS-C delle Fujifilm, a parità di inquadratura e condizioni di scatto, offre una profondità di campo maggiore rispetto al full frame. Per questo, a parità di apertura nominale, lo sfondo tende a risultare meno sfocato. Un 35mm f/2 su APS-C, per esempio, offre una profondità di campo paragonabile a circa f/3 su full frame. Per ottenere un bokeh più pronunciato sulle Fujifilm è quindi utile ricorrere a ottiche luminose, come f/1.4 o f/1.2.
Bokeh e diaframma: come ottenere lo sfocato
Sugli obiettivi Fujifilm (ma come regola su tutti gli obiettivi), un diaframma molto aperto, come f/1.4, f/1.2 o f/2, permette di ridurre la profondità di campo e isolare maggiormente il soggetto dallo sfondo. Il risultato dipende però anche dalla focale, dalla distanza dal soggetto e dalla distanza dello sfondo: più il soggetto è vicino e lo sfondo è lontano, maggiore sarà lo sfocato. La forma e la morbidezza del bokeh dipendono inoltre dal progetto ottico e dal numero di lamelle del diaframma dell’obiettivo.
© Marcello Moresco
Un’immagine realizzata con il Fujinon XF 56mm f/1.2 R WR a diaframma 1.2.
La mia esperienza con gli obiettivi Fujifilm
Dopo aver utilizzato e provato a lungo il sistema Fujifilm, posso dire che il modo di lavorare con il diaframma cambia anche in base al tipo di fotografia che si vuole realizzare. L‘APS-C offre una buona profondità di campo e permette di lavorare con aperture ampie senza perdere troppo facilmente il fuoco. Personalmente trovo questo aspetto particolarmente utile nella fotografia di viaggio e di strada, dove spesso serve un buon compromesso tra luce, nitidezza e velocità operativa.
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Perché scegliere gli obiettivi Fujifilm
Gli obiettivi Fujifilm offrono un buon equilibrio tra luminosità, qualità ottica e costruzione. Le ottiche più luminose permettono di lavorare con poca luce e ottenere un piacevole sfocato, mentre la qualità costruttiva e la presenza delle ghiere rendono l’esperienza di utilizzo particolarmente piacevole. È proprio questa combinazione di qualità e controllo diretto a rendere il sistema Fujifilm così interessante.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Gli ISO sono un parametro che indica la sensibilità del sensore della fotocamera alla luce. Insieme a tempo di scatto e diaframma, rappresentano uno dei tre elementi fondamentali che determinano l’esposizione di un’immagine.
Come funzionano gli ISO
La regolazione degli ISO influisce direttamente sulla quantità di luce necessaria per ottenere una corretta esposizione:
- ISO bassi (es. 100–200) - minore sensibilità alla luce, maggiore qualità dell’immagine
- ISO alti (es. 1600 e oltre) - maggiore sensibilità alla luce, utile in condizioni di scarsa illuminazione
ISO e qualità dell’immagine
La scelta del valore ISO influisce direttamente sulla qualità finale della fotografia. Un ISO più alto permette di scattare in situazioni di luce difficile, ma può introdurre una perdita di dettaglio e una maggiore granulosità dell’immagine. Per questo motivo, nella pratica fotografica si cerca generalmente di mantenere gli ISO il più bassi possibile, compatibilmente con le condizioni di scatto.
Il ruolo degli ISO nell’esposizione
Gli ISO non modificano solo la luminosità dell’immagine, ma intervengono anche sull’equilibrio complessivo dell’esposizione. La loro gestione, insieme a tempo di scatto e diaframma, permette al fotografo di controllare sia l’aspetto tecnico che quello creativo.











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