Le opere di Robert Mapplethorpe in mostra[1] a Milano © Marcello Moresco
Nel 2026 Milano ha ospitato una grande retrospettiva su Robert Mapplethorpe. Oltre 200 opere provenienti dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York. La mostra ha rappresentato il secondo capitolo di una trilogia iniziata a Venezia e destinata a concludersi a Roma. È stata un’occasione unica per emozionarsi, riflettere e lasciarsi stupire. Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo!
3 concetti chiave dell'articolo
Robert Mapplethorpe a Milano: arte e fotografia
La scorsa primavera Milano ha celebrato uno dei maestri della fotografia. Le forme del desiderio, un’esposizione[2] che mi ha fatto vibrare le corde dell’emozione. L’iniziativa, promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, ha reso la città protagonista di un dialogo unico con la cultura fotografica.
© Marcello Moresco
Classicismo e contemporaneità: Robert Mapplethorpe in mostra a Milano scattata con il Fujinon XF 8mm f3.5 R WR.
Perché Robert Mapplethorpe è ancora attuale
A oltre trent’anni dalla sua scomparsa, Robert Mapplethorpe continua ad essere uno dei fotografi più influenti della storia della fotografia. Le sue immagini non colpiscono soltanto per i soggetti rappresentati, ma per l’equilibrio tra tecnica, composizione e ricerca estetica.
Non ho nessun assistente; avrei biso[3]gno di qualcuno con cui essere davvero capace di comunicare.
(Robert Mapplethorpe)
Un incontro con la perfezione e la trasgressione
Le fotografie di Mapplethorpe sono architetture del desiderio, studi rigorosi di forma, luce e materia. Nelle sue composizioni, il corpo umano diventa scultura, simbolo di un’estetica sospesa tra classicismo e contemporaneità, capace di evocare al tempo stesso armonia formale e tensione emotiva. Il curatore Denis Curti ha proposto una selezione di opere iconiche, affiancata da scatti inediti e raramente esposti, che permettono ai visitatori di immergersi in un percorso visivo intenso e molto raffinato, dove ogni immagine ci ha fatto riflettere sulla bellezza, sul desiderio e sulla forza espressiva della fotografia.
I ritratti di Patty Smith testimoniano una grande storia d’amore.
Nota: le foto che ho scattato alla mostra restituiscono solo una parte dell’intensità delle opere: osservare dal vivo permette di percepire appieno le geometrie, la luce e la tensione emotiva che Mapplethorpe imprime in ogni scatto, trasformando lo spazio espositivo in una vera esperienza immersiva.
Icone, inediti e provocazione
Chi ama la fotografia sa che Mapplethorpe non teme il confronto: le sue opere dialogano con la scultura, con la storia dell’arte e con il corpo come oggetto di indagine e desiderio. La mostra propone un viaggio che alterna sensualità e rigore formale, provocazione e bellezza, confermando il ruolo di Milano come capitale dell’immagine contemporanea, aperta alle sperimentazioni più audaci.
Cosa ho osservato alla mostra di Robert Mapplethorpe:
- Opere iconiche (celebri immagini che hanno segnato la storia della fotografia)
- Scatti inediti (fotografie uniche e raramente esposte)
- Prospettive audaci (composizioni che sfidano le convenzioni visive)
© Marcello Moresco
L’iconico ingresso della mostra di Mapplethorpe scattato con il Fujinon XF 8mm f3.5 R WR.
Robert Mapplethorpe: vita e percorso di un maestro
Nato a New York nel 1946, Robert Mapplethorpe è diventato uno dei fotografi più iconici e controversi del XX secolo. La sua carriera è stata segnata dalla capacità di unire rigore formale e provocazione estetica: dai primi ritratti della scena artistica e musicale newyorkese agli scatti che esplorano la bellezza del corpo umano, Mapplethorpe ha sempre spinto i confini della fotografia.
Mapplethorpe visse una vita intensa e spesso fuori dagli schemi. Dopo aver studiato arte a New York, iniziò con collage e Polaroid prima di passare alla fotografia con una Hasselblad, ritrattando amici, artisti e celebrità e fondendo influenze classiche con un’estetica provocatoria che sfidava le convenzioni.
© Marcello Moresco
Queste immagini testimoniano la capacità di Mapplethorpe di mescolare sensualità e classicismo.
Perfezione compositiva
Le sue immagini, spesso in bianco e nero, riflettono un’ossessione per la perfezione compositiva, il contrasto e la luce, trasformando ogni soggetto in una sorta di scultura. Conosciuto anche per la sua capacità di mescolare sensualità e classicismo, Mapplethorpe ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’arte, influenzando generazioni di fotografi e continuando a sorprendere il pubblico.
© Marcello Moresco
La mostra di Mapplethorpe e qualche scatto anche con il Fujinon XF 16mm f1.4 R WR.
Milano sotto una luce nuova
Aver visitato Palazzo Reale ha significato immergersi nell’atmosfera unica della città, dove arte e vita quotidiana si incontrano e si contaminano continuamente. L’esposizione è diventata così un’occasione preziosa per vivere la fotografia. Attraverso le sale della mostra ho scoperto come un maestro americano abbia saputo trasformare il desiderio in forma e l’osservazione in contemplazione, elevando il corpo, la luce e la composizione a strumenti di una ricerca estetica rigorosa e profondamente personale.
Il super grandangolo Fujinon XF 8mm f3.5 R WR
Durante la mia visita alla mostra di Robert Mapplethorpe a Milano, ho avuto il piacere di testare in città un obiettivo che da tempo desideravo provare: il super grandangolo che mancava nella lineup Fujifilm[4]. Questo obiettivo a focale fissa, il Fujinon XF 8mm f3.5 R WR, unisce qualità ottica eccellente e costruzione robusta a dimensioni compatte e portabilità sorprendente. È pensato per chi ama catturare paesaggi mozzafiato, architetture di interni ed esterni e scorci urbani insoliti, offrendo prospettive originali.
© Marcello Moresco
La mostra di Mapplethorpe a Milano conquista il pubblico di appassionati.
Caratteristiche tecniche Fujinon XF 8mm F3.5 R WR
- Lunghezza focale: 8mm (12mm su full frame)
- Angolo di visione: 121°
- Formato: APS-C
- Apertura massima: f3.5
- Numero di lenti: 12 lenti in 9 gruppi (3 asferiche e 2 ED)
- Distanza[5] minima di messa a fuoco: 18 cm
- Rapporto di ingrandimento: 0.07x
- Diametro filtri: 62mm
- Peso: 215 g

L’obiettivo grandangolare professionale che mi mancava
Questo super grandangolo era l’obiettivo a focale fissa che mancava nel mio set. Di pregevole fattura e ottima qualità, il Fujinon XF 8mm f3.5 R WR fa di peso, dimensioni e conseguente portabilità le sue caratteristiche vincenti. Dedicato a tutti i fotografi di paesaggio, architettura di esterni e interni, oltre naturalmente alla fotografia di strada, che vogliono immagini originali con prospettive insolite.
© Marcello Moresco
Visitatori tra le sale della mostra dedicata a Robert Mapplethorpe al Palazzo Reale di Milano.
8mm: una scelta “radicale”
In qualche modo, anche l’approccio con cui ho scelto di raccontare questa mostra nasce da una piccola forma di radicalità tecnica. Per una parte del servizio fotografico ho utilizzato il Fujinon XF 8mm f/3.5 R WR montato sulla Fujifilm X[6]-T5, un obiettivo estremo che costringe a ripensare spazio, distanza e composizione. Come nelle immagini di Mapplethorpe, dove il corpo viene trasformato in architettura visiva, questo ultra-grandangolare spinge a costruire l’inquadratura[7] con rigore quasi scultoreo, mettendo in tensione linee, prospettive e volumi. È una scelta non neutrale, ma quasi dichiaratamente radicale.
Il Fujinon XF 8 mm f/3.5 R WR è un obiettivo ultra‑grandangolare che trasforma radicalmente la percezione dello spazio e della prospettiva. La sua ampia diagonale permette di catturare scene complesse, enfatizzare linee architettoniche e giocare con proporzioni insolite, spingendo il fotografo a sperimentare approcci creativi che una focale standard non consentirebbe.
Alcuni modi d’uso pratici del Fujinon XF 8mm f3.5 R WR:
- Paesaggi e architettura (cattura ampi spazi con prospettive profonde)
- Prossimità al soggetto (permette inquadrature ravvicinate con effetti prospettici forti)
- Interni e spazi ristretti (utile quando non puoi allontanarti dal soggetto)
Oltre alle sue qualità tecniche, il Fujinon 8mm f3.5 R WR si rivela uno strumento creativo capace di stimolare l’immaginazione del fotografo. Ogni inquadratura invita a esplorare nuovi punti di vista, a giocare con le proporzioni e le linee, e a reinterpretare lo spazio circostante in modi inattesi. La sfida di inserire soggetti, architetture e ambienti in un solo fotogramma spinge a osservare la scena con maggiore attenzione, trasformando ogni scatto in un esercizio di composizione e di percezione visiva.
© Marcello Moresco
Un viaggio fotografico che alterna sensualità e rigore formale, provocazione e bellezza.
Nota: Il Fujinon XF 8 mm f3.5 R WR ha una formula ottica sorprendentemente complessa per essere un obiettivo così piccolo. Sono ben 12 gli elementi in 9 gruppi, tra cui 3 asferici e 2 ED. Il grafico MTF mostra una prestazione molto nitida al centro (quasi perfetta), una buonissima prestazione a metà dell’inquadratura e una certa regressione ai bordi estremi dell’inquadratura.
Profili pellicola utilizzati: Reala ACE – Classic Chrome
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Robert Mapplethorpe: conclusioni
La mostra di Robert Mapplethorpe a Palazzo Reale è stata un viaggio tra corpo, desiderio e bellezza. Utilizzare un obiettivo come il Fujinon XF 8 mm f/3.5 R WR permette di esplorare lo spazio e i soggetti anche da angolazioni inaspettate, dando nuova vita alla composizione. Proprio come le opere di Mapplethorpe invitano a osservare oltre la superficie, questo ultra‑grandangolare spinge il fotografo a ripensare linee, proporzioni e punti di vista, trasformando ogni scatto in un’esperienza creativa unica.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Le mostre fotografiche sono esposizioni nelle quali vengono presentate al pubblico fotografie selezionate e organizzate secondo un tema, un progetto o un percorso narrativo. Possono raccogliere opere di un singolo fotografo oppure di più autori e possono avere finalità artistiche, documentarie, culturali o divulgative.
Il ruolo delle mostre nella fotografia
Una mostra permette di osservare le fotografie nel loro formato fisico e all'interno di un contesto progettato, mettendo in relazione immagini, spazio espositivo, sequenza e allestimento. Le esposizioni fotografiche possono affrontare temi molto diversi, dalla ricerca personale alla fotografia documentaria, dall'arte contemporanea ai temi sociali, culturali e ambientali.
Mostre fotografiche e pubblico
Visitare una mostra fotografica rappresenta un'occasione per conoscere autori, linguaggi e progetti fotografici, ma anche per osservare direttamente le caratteristiche delle stampe, dei formati e delle tecniche utilizzate. Ho raccolto alcune delle mostre fotografiche e d'arte che ho avuto modo di documentare nell'articolo dedicato alle mostre fotografiche a Milano e non solo.



















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