Sensore[1] fotocamera stacked by Fujifilm X[2]-H2S © Marcello Moresco
Il sensore fotocamera stacked, la stabilizzazione[3] sui 5 assi, l’EVF[4] e la tropicalizzazione, sono i motivi che mi hanno spinto a scegliere la Fujifilm X-H2S: mirrorless top di gamma del sistema APS-C Fujifilm X assieme alla X-H2 da 40 milioni di pixel. Nata per chi vuole una fotocamera ibrida dedicata alle foto d’azione e, naturalmente, ai video in 6.2 K con F-log[5] 2. Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo!
5 concetti chiave dell'articolo
Sensore fotocamera stacked by Fujifilm X-H2S
Per la prima volta su una mirrorless Fujifilm[6] il sensore da 26 milioni di pixel si aggiorna diventando stacked. Grazie anche al nuovo processore X-Trans[7] V che rende tutto molto più veloce, in modalità otturatore elettronico la raffica è di ben 40 fps al secondo! Non è un primato se guardiamo alle ultime fotocamere Sony con sensore Global Shutter (ne ho parlato in questo articolo: Gamma dinamica in fotografia), ma la tecnologia stacked rende la X-H2S la mirrorless Fujifilm più veloce di tutti i tempi.
Il video di Fujifilm pubblicato al lancio della fotocamera con sensore stacked X-H2S.
Dedicata ai fotoamatori evoluti e ai professionisti (fotografi e videomaker), questa Fujifilm X-H2S è sul mercato da due anni e finalmente grazie a Fujifilm Italia[8], ho avuto l’occasione di poterla provare a fondo per descriverne le mie personali impressioni. Prima però di parlarti in dettaglio di questa fotocamera, voglio spiegarti meglio il significato di sensore “stacked” e quali sono i suoi vantaggi.
Sensore fotocamera stacked: caratteristiche tecniche
Un sensore stacked è un tipo avanzato di sensore d’immagine utilizzato nelle fotocamere digitali e in particolare nelle mirrorless di alta gamma. Si distingue per la sua struttura a più strati, che permette prestazioni migliori rispetto ai sensori tradizionali. In un sensore fotocamera stacked, i fotodiodi e i circuiti di elaborazione vengono separati in strati diversi (un particolare del sensore stacked X-Trans CMOS 5 HS Fujifilm):
1) Strato superiore (fotodiodi): questo strato è dedicato esclusivamente alla raccolta della luce. I fotodiodi occupano più spazio, aumentando così la sensibilità del sensore e migliorando la qualità dell’immagine, specialmente in condizioni di scarsa illuminazione. 2) Strato inferiore (circuiti di elaborazione): I circuiti di elaborazione e controllo si trovano su un secondo strato, sotto il primo e ciò consente un’elaborazione più rapida e potente delle immagini, senza sacrificare spazio per i fotodiodi.
La fotocamera è uno strumento che insegna alle persone come vedere senza una fotocamera.
(Dorotea Lange)
Vantaggi del sensore fotocamera stacked
1) Maggiore velocità: il sensore stacked gestisce i dati a una velocità più elevata. I tempi di lettura più rapidi sono essenziali per il burst shooting (scatti in raffica), la registrazione video in alta risoluzione e la riduzione del rolling shutter" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rolling_shutter" target="_blank" rel="noopener">rolling shutter (il difetto che causa distorsioni nelle immagini di soggetti in rapido movimento).
2) Funzioni avanzate: un sensore fotocamera stacked può integrare sullo strato inferiore chip di memoria o processori dedicati, che migliorano ulteriormente le prestazioni. Ad esempio, può essere integrata una memoria DRAM (sensore “stacked DRAM”), che consente di memorizzare grandi quantità di dati, utile per registrazioni video ad alta velocità o scatti ad altissima risoluzione.
3) Minor consumo energetico: l’architettura stacked consente un’elaborazione dei dati più efficiente, riducendo così il consumo energetico della tua fotocamera mirrorless ottimizzando la batteria.
© Emi Nakamura
Un’immagine che congela il movimento grazie al sensore stacked della mirrorless APS-C X-H2S.
Se vuoi sapere tutto sul nuovo sensore fotocamera stacked X-Trans CMOS 5 HS sviluppato da Fujifilm e i suoi segreti, vai subito a questa pagina web dedicata che trovi sul sito Fujifilm X: X-Trans CMOS.
Fujifilm X-H2S: le mie impressioni
Appena spacchettata dalla sua preziosa confezione, ho avuto subito la sensazione di avere tra le mani una fotocamera professionale ottimamente costruita. La Fujifilm X-H2S, infatti, con il suo corpo in lega di magnesio è decisamente più grande di una X-T4 o X-T5. L’impugnatura[9] generosa è forse la cosa che mi ha più colpito anche durante il suo utilizzo: ergonomia pazzesca e comodità d’uso garantita. Si impugna molto bene e, soprattutto, si tiene per mano con sicurezza camminando senza esitazioni.
Immagini realizzate con il Fujinon 16-55 f2.8 R LM WR. A sinistra: il progetto fotografico di Alice Muratore.
Nota: La stabilizzazione su 5 assi del sensore stacked della Fuji X-H2S è molto efficace e consente di scattare a mano libera in sicurezza ad 1/8 di secondo evitando così qualsiasi micromosso.
Estetica meravigliosa stile “carro armato” anche se priva delle classiche ghiere, ma con uno schermo molto funzionale (che può anche essere retroilluminato) e molto utile a ricordarci le varie impostazioni (personalizzabile come ogni tasto sulla fotocamera che ti consente di “cucirti la macchina addosso”).
© Marcello Moresco
La Fujifilm X-H2S vista da vicino. Immagine realizzata con il Fujinon 60mm f2.4 R e la Fujifilm X-E4.
Nota: il sensore della X-H2S è stabilizzato su 5 assi e Fujifilm garantisce un recupero di 7 stop[10]. Personalmente ho fatto alcune foto “test” e sono riuscito ad evitare il micromosso scattando fino ad 1/8 di secondo. Il mirino (EVF) rende finalmente giustizia ad una mirrorless top di gamma. 5,6 milioni di pixel garantiscono una visione ottimale e molto naturale senza “lag” anche durate le raffiche da 40 fps.
Estetica, EVF e monitor posteriore
L’estetica può essere soggettiva ma secondo me è azzeccata e da proprio l’impressione di avere tra le mani uno strumento professionale che invoglia a scattare e… fatturare. La macchina naturalmente è tropicalizzata per darti quella sicurezza in più, anche durante sessioni fotografiche o video in esterna e con tempo avverso. L’EVF da 5,76 milioni di pixel è un vero e proprio “cinema”, almeno per me che sono abituato a mirini decisamente più piccoli. Il monitor invece è di quelli articolati più adatti ai videomaker che ai fotografi puri che prediligono la configurazione della Fujifilm X-T5.
Scattando principalmente foto, non ho mai avuto bisogno del monitor posteriore (touch), privilegiando le inquadrature con il mirino (EVF) comodissimo anche per chi come me usa gli occhiali, mentre girando qualche video ho notato che il jack di un microfono esterno non ne compromette il movimento laterale.
Alcune immagini close-up della Fujifilm X-H2S realizzate con la mia mirrorless Fujifilm X-E4.
Nota: data la generosità del corpo macchina (in larghezza soprattutto grazie alla grande impugnatura), la Fujifilm X-H2S è perfettamente bilanciata con tutti gli obiettivi, almeno quelli del mio corredo, che vanno dal Fujinon XF 16mm f1.4 R WR (nelle foto), al più voluminoso Fujinon XF 56mm f1.2 R WR.
Autofocus e sensore fotocamera stacked
Subito aggiornata all’ultimo firmware grazie alla XApp che, al contrario di quanto ho letto sul web non mi ha dato problemi, la Fujifilm X-H2S ha un autofocus decisamente veloce e reattivo. Il tracciamento occhi risponde in tutte le situazioni e quando aggancia, difficilmente sbaglia uno scatto. In autofocus continuo, con il Fujinon XF 16-55 f2.8 R LM WR (usato per foto e video) non ho avuto nessun problema e la media di fotografie a fuoco anche in raffica (40 fps con otturatore elettronico) è decisamente molto alta.
© Marcello Moresco
Un ritratto ambientato realizzato con la Fujifilm X-H2S e lo zoom Fujinon XF 16-55 f2.8 R LM WR.
Nota: non ho potuto ancora provare la velocità del sensore fotocamera stacked in situazioni al limite, ma sono sicuro che se mi capitasse quest’inverno di fotografare Sofia Goggia sul palo, non avrei nessun problema. Solo premendo il pulsante di scatto anche in semplici situazioni standard ho avuto la sensazione che il “tutto” (sensore stacked + processore di 5ª generazione) sia molto, molto veloce.
Pro
- Ergonomia
- Qualità costruttiva e materiali
- EVF da 5,76 milioni
- Sensore stacked da 26 milioni
- Stabilizzazione del sensore su 5 assi
- Tropicalizzazione[11]
- Doppio slot per memory card
- Ingresso HDMI standard
- Video 6.2K a 30 fps
Fujinon XF 16-55mm f2.8 R LM WR
Per la prova sul campo della Fujifilm X-H2S ho scelto di utilizzare lo zoom Fujinon XF 16-55mm f2.8 R LM WR. Una vera “macchina da guerra”, questo zoom sul mercato da circa 6 anni, è una garanzia certa. Apprezzato da tutti i fotoamatori evoluti e professionisti per la qualità delle immagini che produce a tutte le focali viene molto spesso utilizzato per: matrimoni ed eventi di qualsiasi tipo.
Alcune immagini “test” realizzate con il Fujinon XF 16-55mm f2.8 R LM WR a differenti distanze e focali.
Uno dei migliori obiettivi Fujinon della serie XF, questo zoom si dimostra una lente polivalente adatta a fotografare quasi tutto. L’autofocus[14] è velocissimo grazie al motore lineare (LM) e, se dobbiamo trovargli un difetto… per così dire… manca della stabilizzazione presente su altri obiettivi, ma confidiamo che con l’uscita del modello aggiornato sarà certamente presente. “Ciliegina sulla torta” di una lente perfetta.
Nota: date le dimensioni e il peso di 655 grammi, lo zoom trova nella X-H2S il suo set ideale. Sulle altre fotocamere della serie XT è forse troppo sbilanciato, a dispetto della qualità immagini che produce.
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Sensore fotocamera stacked: conclusioni
Il sensore stacked regala alla mirrorless Fujifilm X-H2S una velocità senza precedenti, migliorando in generale tutte le prestazioni (autofocus in primis), anche grazie agli ultimi aggiornamenti firmware e con il nuovo processore X-Trans V, montato anche sulla Fujifilm X-T5.
La Fujifilm con sensore stacked X-H2S diventa così una fotocamera ibrida per fare ottime fotografie e ottimi video. È dedicata agli utenti evoluti, ma soprattutto ai professionisti che potranno apprezzarla in ambiti diversi. Nata per lo sport non deluderà chi cerca l’azione, ma nemmeno chi, in accoppiata con l’ottimo zoom Fujifilm 16-55 XF (red label) la utilizzerà per servizi matrimoniali ed eventi indoor e outdoor di qualsiasi genere.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Il sensore APS-C è un formato di sensore fotografico più piccolo del full frame, molto diffuso nelle fotocamere di fascia media e semi-professionale. Le sue dimensioni variano leggermente, ma in generale si aggirano intorno a circa 23×15 mm.
Come funziona il sensore APS-C
Rispetto al full frame, il sensore APS-C cattura una porzione più ristretta dell’immagine, generando quello che viene chiamato “fattore di crop”. Questo significa che l’inquadratura appare più “ingrandita” a parità di obiettivo utilizzato.
- Sensore più piccolo rispetto al full frame
- Applica un fattore di crop (circa 1.5x o 1.6x)
- Maggiore “portata” apparente delle focali
Vantaggi del sensore APS-C
Il formato APS-C è molto apprezzato perché offre un buon compromesso tra qualità, costo e praticità. È ideale per chi vuole una fotocamera leggera ma con prestazioni elevate. Tra i principali vantaggi:
- Fotocamere più compatte e leggere
- Costi inferiori rispetto al full frame
- Ottima qualità d’immagine per la maggior parte degli utilizzi
APS-C nella pratica fotografica
Il sensore APS-C è molto usato in fotografia naturalistica e sportiva, perché il fattore di crop permette di “avvicinare” i soggetti lontani senza dover usare focali estremamente lunghe.



















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