Sono un fotografo. Posso farti una foto?
Nella street photography biso[1]gna chiedere il permesso prima di fotografare una persona? E soprattutto, cosa succede quando invece di scattare di nascosto ci avviciniamo a uno sconosciuto e gli chiediamo: “Posso farti una foto?” Una domanda semplice che può trasformare uno scatto casuale in un vero incontro.
3 concetti chiave dell'articolo
David Guerrero: fotografare chiedendo il permesso
È una domanda semplicissima, ma per molti fotografi è tutt’altro che facile da pronunciare. David Guerrero, per esempio, conosciuto online come Dgphotoholic, ne ha fatto addirittura il centro del suo modo di fotografare. Nei suoi video avvicina persone incontrate per strada, chiede loro se può scattare un ritratto e mostra[2] poi il risultato. Il format è diventato enorme: il suo canale YouTube conta ad oggi circa 2,25 milioni di iscritti, con oltre un miliardo di visualizzazioni uniche.
Ciao! Sono David. Sono un fotografo, posso farti una foto? Vuoi vedere qualche scatto?
(David Guerrero)
© David Guerrero
Uno dei tanti video su YouTube di David Guerrero che lo hanno reso così famoso.
Il metodo di scatto di David Guerrero
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Chi è David Guerrero? | È un fotografo conosciuto online come Dgphotoholic, diventato famoso per i suoi ritratti realizzati per strada. |
| Come fotografa le persone? | Si avvicina agli sconosciuti, chiede loro se può fotografarli e trasforma l’incontro in un ritratto. |
| Perché il suo metodo è interessante? | Mette al centro il rapporto tra fotografo e soggetto, trasformando una semplice fotografia in una interazione. |
E se lo facessimo a Milano?
Guardare video di fotografi che fermano sconosciuti è una cosa; farlo davvero è un’altra storia. Così ho iniziato a chiedermi cosa succederebbe provando lo stesso approccio per le strade di Milano: fermare una persona, presentarmi, mostrare la macchina fotografica e fare una semplice domanda?
La risposta può essere un sorriso, un sì, un no o anche una breve conversazione. Ed è proprio questo l’aspetto che mi interessa: quando chiedi il permesso, non stai semplicemente cercando una fotografia, stai creando un incontro. E a quel punto diventa interessante capire se quello scatto appartenga ancora alla street photography o se sia già diventato un ritratto.
© David Guerrero
Un’immagine di David Guerrero tratta dal suo sito web dove vende preset per fotografia.
Impara la Street Photography[3] sul campo a Milano
Un’esperienza pratica per sviluppare uno sguardo più personale sulla città e imparare a osservarla con occhi nuovi, cogliendo dettagli, atmosfere e momenti che spesso passano inosservati.
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Il punto non è soltanto capire se si possa fotografare una persona per strada, ma cosa succede alla fotografia quando decidiamo di fermarla e chiederle: «Posso farti una foto?». Da quel momento cambia tutto: il rapporto con il soggetto, il modo in cui si pone davanti alla macchina fotografica e anche il significato dello scatto. La fotografia diventa un incontro, non più soltanto un’immagine catturata al volo.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Chiedere il permesso cambia la fotografia? | Sì. Quando il soggetto sa di essere fotografato, cambia il rapporto con il fotografo e anche il modo in cui si presenta davanti alla macchina fotografica. |
| La fotografia rimane spontanea? | Non necessariamente. La spontaneità dello scatto cambia, ma può nascere qualcosa di diverso: un’interazione reale tra fotografo e persona fotografata. |
| Cosa succede quando fermiamo uno sconosciuto? | La fotografia diventa un incontro. Il soggetto non è più soltanto una persona incontrata casualmente per strada, ma partecipa alla realizzazione dell’immagine. |
| È ancora street photography? | La street photography può raccontare anche l’interazione tra il fotografo e le persone incontrate nello spazio pubblico. |
| Che differenza c’è rispetto a uno scatto “rubato”? | Nel secondo caso il soggetto non sa di partecipare alla fotografia; chiedendo il permesso, invece, si crea una relazione consapevole che può diventare parte stessa dell’immagine. |
Chiedere il permesso non rende la fotografia meno autentica: semplicemente la trasforma. Non catturi più soltanto un momento, ma crei un incontro in cui anche lo sguardo, la reazione e il modo di porsi del soggetto diventano parte dello scatto. La fotografia racconta così non solo una persona incontrata per strada, ma anche il breve rapporto che si è creato tra chi fotografa e chi viene fotografato.
Street photography: cosa dice la legge in Italia
In Italia scattare una fotografia a una persona in un luogo pubblico non significa automaticamente poterla pubblicare. Il diritto all’immagine, disciplinato dall’art. 10 del Codice civile e dagli artt. 96 e 97 della Legge sul diritto d’autore, prevede il consenso alla pubblicazione del ritratto, salvo alcune eccezioni. Per questo, quando il soggetto è riconoscibile e la fotografia viene pubblicata, bisogna chiedere il consenso.
© Marcello Moresco
Uno dei tanti momenti di street photography a Milano.
Il vero ostacolo? Avvicinarsi
Per molti fotografi il problema non è scegliere la macchina fotografica o trovare la luce giusta, ma avere il coraggio di avvicinarsi a uno sconosciuto. Chiedere “Posso farti una foto?” significa esporsi al rifiuto, accettare che qualcuno possa non capire quello che stai facendo e, soprattutto, uscire dalla comodità di fotografare da lontano. È un esercizio di fotografia, ma anche di relazione: impari a leggere le persone, a capire quando è il momento giusto per fermarle e quando invece è meglio lasciarle andare.
La fotografia comincia prima di premere il pulsante
C’è forse una cosa che questa esperienza insegna più di qualsiasi regola: la fotografia di strada non comincia quando premi il pulsante di scatto, ma quando decidi come rapportarti alla persona che hai davanti. Puoi aspettare il momento perfetto da lontano oppure fare un passo avanti, presentarti e chiedere: «Posso farti una foto?». Nel secondo caso rischi un rifiuto, ma puoi anche ottenere qualcosa che uno scatto rubato non potrà mai darti: un’immagine nata da un incontro reale.
© Fujifilm[5]
Un’immagine iconica della Fujifilm X100V[6]. Fotocamera[7] mirrorless nata per la strada.
Street photography o street portrait?
Non serve decidere a tutti i costi da che parte stare. Se incontro una persona per strada, le chiedo di fotografarla e lei accetta, quello scatto nasce comunque dalla strada, ma contiene anche qualcosa del ritratto. Forse è proprio questa zona di confine a renderlo interessante: non una fotografia completamente candid, non un ritratto preparato in studio, ma un’immagine nata da un incontro casuale e diventata consapevole nel momento in cui entrambi abbiamo deciso di scattare. Anche nella comunità dei fotografi questa distinzione è tutt’altro che risolta.
© Marcello Moresco
un’immagine scattata a milano durante uno dei miei workshop di street photography.
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Sono un fotografo: conclusioni
Alla fine, non credo esista un modo giusto in assoluto per fare street photography. Chiedere il permesso o fotografare senza interrompere la scena sono due approcci diversi, entrambi capaci di produrre immagini interessanti. Quello che conta è sapere perché stiamo scattando e rispettare sempre la persona che abbiamo davanti. E forse, ogni tanto, vale la pena abbassare la macchina fotografica, sorridere e fare quella domanda semplicissima che all’inizio sembra così difficile: «Posso farti una foto?».
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Gli ISO sono un parametro che indica la sensibilità del sensore della fotocamera alla luce. Insieme a tempo di scatto e diaframma, rappresentano uno dei tre elementi fondamentali che determinano l’esposizione di un’immagine.
Come funzionano gli ISO
La regolazione degli ISO influisce direttamente sulla quantità di luce necessaria per ottenere una corretta esposizione:
- ISO bassi (es. 100–200) - minore sensibilità alla luce, maggiore qualità dell’immagine
- ISO alti (es. 1600 e oltre) - maggiore sensibilità alla luce, utile in condizioni di scarsa illuminazione
ISO e qualità dell’immagine
La scelta del valore ISO influisce direttamente sulla qualità finale della fotografia. Un ISO più alto permette di scattare in situazioni di luce difficile, ma può introdurre una perdita di dettaglio e una maggiore granulosità dell’immagine. Per questo motivo, nella pratica fotografica si cerca generalmente di mantenere gli ISO il più bassi possibile, compatibilmente con le condizioni di scatto.
Il ruolo degli ISO nell’esposizione
Gli ISO non modificano solo la luminosità dell’immagine, ma intervengono anche sull’equilibrio complessivo dell’esposizione. La loro gestione, insieme a tempo di scatto e diaframma, permette al fotografo di controllare sia l’aspetto tecnico che quello creativo.





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