Le aberrazioni cromatiche sono un difetto ottico che si verifica quando un obiettivo non riesce a mettere a fuoco tutte le lunghezze d’onda della luce nello stesso punto. Il risultato è la comparsa di fastidiosi aloni colorati, generalmente viola, verdi o blu, lungo i bordi ad alto contrasto dell’immagine. Questo fenomeno dipende dal fatto che il vetro delle lenti rifrange i diversi colori in modo leggermente differente: la luce blu, ad esempio, viene deviata più della luce rossa. Di conseguenza, i vari colori non convergono perfettamente sul sensore, causando una perdita di nitidezza e contrasto.
Quando le aberrazioni cromatiche si notano di più
Le aberrazioni cromatiche diventano particolarmente evidenti in situazioni come:
- Rami contro un cielo molto luminoso
- Soggetti in controluce
- Dettagli metallici o riflettenti
- Obiettivi utilizzati alla massima apertura
Nota: nella fotografia digitale sono piuttosto comuni, soprattutto con obiettivi economici, vintage o molto luminosi. Anche alcuni obiettivi moderni possono mostrarne una certa quantità, sebbene spesso le aberrazioni cromatiche vengano corrette automaticamente dalla fotocamera o in fase di sviluppo RAW.
Come si riducono le aberrazioni cromatiche
I produttori utilizzano schemi ottici più complessi e lenti speciali, come quelle a bassa dispersione (ED, LD, FLD) oppure progetti acromatici e apocromatici (APO), progettati per far convergere i diversi colori nello stesso punto. Anche i software di sviluppo, come Lightroom o Capture One, permettono di correggere facilmente gran parte delle aberrazioni cromatiche.
Chi c’è dietro questo glossario?
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