Perché i competitor ti hanno superato su Google
Le Google AI Overview sono riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale che Google mostra[1] in cima ai risultati di ricerca per alcune query. Per aumentare le probabilità di comparire nelle AI Overview è necessario pubblicare contenuti chiari, autorevoli, ben strutturati e in grado di rispondere direttamente alle domande degli utenti.
Le Google AI Overview sono riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale che Google mostra nella parte superiore dei risultati di ricerca per rispondere rapidamente alle domande degli utenti, selezionando e sintetizzando informazioni provenienti da più fonti come anche il tuo sito web.
Google AI Overview: il nuovo modo di cercare su Google
Ogni giorno migliaia di aziende si chiedono perché il proprio sito abbia perso posizioni su Google, mentre quello dei competitor continua a crescere. La risposta, però, non è sempre una penalizzazione o un errore tecnico. Negli ultimi anni il modo in cui Google mostra i risultati di ricerca è cambiato profondamente. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale e i nuovi strumenti di ricerca stanno modificando il comportamento degli utenti, rendendo la competizione online sempre più complessa.
Come è cambiato il modo di cercare informazioni online
Gli utenti non si affidano più solo a Google per trovare informazioni, confrontare prodotti o scegliere un’azienda. L’intelligenza artificiale, i motori di ricerca generativi e i social media hanno modificato il percorso di ricerca, rendendo la competizione per la visibilità molto più ampia rispetto al passato.
| Strumento | Come viene utilizzato oggi |
|---|---|
| Google Search | Continua a essere il principale motore di ricerca, ma oggi integra risultati organici, annunci, mappe, video e risposte generate dall’intelligenza artificiale. |
| Google AI Overview | Fornisce risposte sintetiche generate dall’AI, permettendo spesso agli utenti di ottenere informazioni senza visitare un sito web. |
| ChatGPT | Sempre più utilizzato per trovare informazioni, confrontare prodotti e servizi e ricevere risposte in modo conversazionale. |
| Perplexity AI | Motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale che sintetizza contenuti provenienti da più fonti citando i siti consultati. |
| Microsoft Copilot | Combina ricerca sul web e intelligenza artificiale per rispondere alle domande direttamente nell’ecosistema Microsoft. |
| Social media | Piattaforme come LinkedIn, YouTube, Instagram e TikTok vengono utilizzate sempre più spesso per cercare informazioni, recensioni e consigli. |
Fino a pochi anni fa essere nelle prime posizioni di Google era sufficiente per ottenere traffico. Oggi, invece, gli utenti possono trovare risposte attraverso diversi strumenti, spesso senza visitare direttamente un sito web. Superare i competitor non dipende più soltanto dal posizionamento organico, ma dalla capacità di essere visibili nei luoghi in cui le persone cercano informazioni.

Non esistono più solo i risultati organici
Bastava posizionarsi nelle prime posizioni di Google per ottenere traffico e nuovi contatti. Oggi questo modello non è più sufficiente. Le pagine dei risultati di ricerca si sono evolute e includono elementi che intercettano l’attenzione degli utenti prima ancora dei risultati organici. Annunci sponsorizzati, mappe, immagini, video, snippet in evidenza e, più recentemente, le risposte generate dall’intelligenza artificiale occupano sempre più spazio nella SERP.
Ciò significa che anche un sito ben posizionato può ricevere meno clic rispetto al passato, semplicemente perché gli utenti trovano la risposta prima di raggiungere la pagina. Per questo motivo non basta più chiedersi “In che posizione sono su Google?”, ma è necessario capire come gli utenti interagiscono con i risultati di ricerca e quali strumenti utilizzano per trovare le informazioni.
Cosa dice ufficialmente Google
Negli ultimi mesi Google ha chiarito più volte che l’arrivo dell’intelligenza artificiale nella ricerca non sostituisce la SEO tradizionale, ma ne rappresenta un’evoluzione. Secondo la documentazione ufficiale, non esistono tecniche specifiche per comparire nelle AI Overview: i contenuti che rispettano le buone pratiche SEO e offrono valore agli utenti possono essere inclusi anche nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, Google sottolinea che le AI Overview mostrano collegamenti alle fonti utilizzate, permettendo agli utenti di approfondire gli argomenti direttamente sui siti web. L’obiettivo dichiarato è aiutare le persone a comprendere rapidamente un tema.

L’AI Search sta cambiando il modo di cercare informazioni
Piattaforme come ChatGPT, Google AI Overview, Perplexity AI e Microsoft Copilot non si limitano a mostrare un elenco di risultati, ma sintetizzano le informazioni provenienti da diverse fonti, offrendo una risposta diretta alla domanda dell’utente. Per le aziende questo rappresenta un cambiamento importante. Essere presenti tra i primi risultati organici rimane fondamentale, ma non garantisce più la stessa visibilità di qualche anno fa. Oggi è sempre più importante creare contenuti autorevoli, aggiornati e ben strutturati, in grado di essere compresi e citati anche dalle AI.
In altre parole, la competizione non è più solo per conquistare una posizione su Google, ma per diventare una fonte affidabile all’interno di un ecosistema di ricerca sempre più ampio.
Google manda meno clic?
Secondo Wired, sempre più utenti trovano la risposta direttamente nella SERP grazie agli AI Overview, senza visitare i siti web. «I siti sono ancora primi su Google, ma nessuno li apre più.» Per gli editori è un problema, perché meno clic significano meno ricavi.
Per un professionista, invece, lo scenario è diverso. Oggi non basta posizionare una pagina: è sempre più importante che Google riconosca l’autore come un’entità autorevole. Negli ultimi mesi, ad esempio, Google ha iniziato a citare Marcello Moresco negli AI Overview per ricerche come “chi è il seo a Milano” e “marcello seo”, associandolo al ruolo di consulente SEO, esperto WordPress e formatore. I clic restano fondamentali, ma nel mondo della ricerca generativa contano sempre di più anche autorevolezza, riconoscimento del brand e presenza nelle risposte dell’AI.
Caso di studio
Per comprendere come sta cambiando la ricerca online non basta analizzare le dichiarazioni di Google. È necessario osservare cosa accade su un progetto reale. Per questo motivo sto utilizzando RistrutturazioneCase.com come laboratorio di sperimentazione. Nelle ultime settimaneil sito è stato riprogettato nei suoi contenuti con un approccio che non guarda più esclusivamente al posizionamento su Google, ma alla visibilità complessiva nei motori di ricerca tradizionali e generativi.

Un’immagine della nuova home page del sito ristrutturazionecase.com.
Il nuovo metodo si basa su alcuni principi fondamentali:
- Contenuti approfonditi che rispondono a domande reali degli utenti
- Struttura delle pagine più chiara e facilmente interpretabile
- Una nuova User Experience (UX) per i dispositivi Mobili
- Collegamenti interni progettati per creare un ecosistema di contenuti coerente
- Monitor[2]aggio continuo della presenza nelle AI Overview
Cosa sta succedendo su marcellomoresco.com
Negli ultimi mesi ho deciso di ripensare la strategia di contenuti di marcellomoresco.com. L’obiettivo non è più soltanto ottenere buoni posizionamenti su Google, ma costruire una presenza autorevole anche nei nuovi strumenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale.

Marcello Moresco, consulente SEO a Milano, esperto WordPress e fotografo professionista.
Per questo motivo ho avviato il Diario di Bordo: una raccolta di osservazioni, test e risultati documentati che seguiranno l’evoluzione del sito nel tempo. Ogni articolo nasce dall’analisi di dati reali, non da ipotesi o teorie. Sarà interessante verificare come cambieranno il traffico, la visibilità e le richieste di contatto nei prossimi mesi, in un panorama in cui Google, ChatGPT e gli altri motori di ricerca generativi stanno modificando il modo in cui le persone trovano informazioni online.
Il nuovo approccio alla visibilità online
Oggi la visibilità online richiede una strategia più ampia, capace di intercettare gli utenti nei diversi strumenti che utilizzano per cercare informazioni. Il cambiamento non riguarda solo la SEO, ma il modo stesso in cui aziende e professionisti costruiscono la propria presenza digitale.
| Prima | Oggi |
|---|---|
| Puntare solo al primo posto su Google | Essere visibili su Google, AI Search e negli altri strumenti di ricerca. |
| Misura[3]re solo il traffico organico | Analizzare anche citazioni, visibilità e qualità dei contatti generati. |
| Scrivere contenuti per i motori di ricerca | Creare contenuti utili, autorevoli e comprensibili sia per le persone che per l’intelligenza artificiale. |
| Ottimizzare singole pagine | Costruire autorevolezza attraverso un ecosistema di contenuti collegati tra loro. |
| Guardare solo le posizioni | Misurare l’impatto reale sul business: visibilità, contatti e opportunità. |
Il metodo che sto adottando
Per questo motivo sto sviluppando una strategia che non punta solo a migliorare le posizioni su Google, ma a costruire un ecosistema di contenuti autorevoli, capaci di rispondere alle domande degli utenti e di essere considerati affidabili anche dai nuovi motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale. Il Diario di Bordo si evolve nel tempo proprio con questo obiettivo: documentare ogni fase del percorso, condividendo osservazioni, approfondimenti, test e risultati reali.

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Conclusioni
La SEO non è finita e Google continua a essere il principale punto di accesso alle informazioni online. Quello che sta cambiando è il modo in cui le persone cercano, confrontano e scelgono aziende, prodotti e servizi. Per questo motivo, limitarsi a monitorare il posizionamento su Google non è più sufficiente. Oggi è necessario costruire una presenza digitale autorevole, capace di essere trovata e riconosciuta anche dai nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Questo è il punto di partenza del Diario di Bordo. Nei prossimi articoli condividerò test, dati e risultati reali per documentare come sta evolvendo la visibilità online e quali strategie si dimostreranno davvero efficaci nel tempo.
Per approfondire
- Google Search Central – AI Features and your website
- Google Search Help – AI Overviews
- Google Search Essentials (Quality Guidelines)
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Le mostre fotografiche sono esposizioni nelle quali vengono presentate al pubblico fotografie selezionate e organizzate secondo un tema, un progetto o un percorso narrativo. Possono raccogliere opere di un singolo fotografo oppure di più autori e possono avere finalità artistiche, documentarie, culturali o divulgative.
Il ruolo delle mostre nella fotografia
Una mostra permette di osservare le fotografie nel loro formato fisico e all'interno di un contesto progettato, mettendo in relazione immagini, spazio espositivo, sequenza e allestimento. Le esposizioni fotografiche possono affrontare temi molto diversi, dalla ricerca personale alla fotografia documentaria, dall'arte contemporanea ai temi sociali, culturali e ambientali.
Mostre fotografiche e pubblico
Visitare una mostra fotografica rappresenta un'occasione per conoscere autori, linguaggi e progetti fotografici, ma anche per osservare direttamente le caratteristiche delle stampe, dei formati e delle tecniche utilizzate. Ho raccolto alcune delle mostre fotografiche e d'arte che ho avuto modo di documentare nell'articolo dedicato alle mostre fotografiche a Milano e non solo.








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