YouTube marketing vs blog: perché vincono gli YouTuber?
Per molte aziende oggi collaborare con uno YouTuber sembra una scelta quasi naturale: c’è un pubblico già costruito, un volto riconoscibile, un video da pubblicare e numeri relativamente semplici da presentare al cliente. Lo YouTube marketing è diventato così un canale sempre più interessante per promuovere prodotti, servizi e brand. Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo!
Il valore che le aziende vedono negli YouTuber
Ma perché la stessa azienda, molto più raramente, pensa di costruire una collaborazione continuativa con un blog verticale? Un progetto editoriale può offrire articoli, fotografie, interviste, video e contenuti capaci di essere trovati anche attraverso Google nel tempo. Eppure questo valore è spesso più difficile da spiegare e da vendere. La domanda, quindi, non è se YouTube sia migliore di un blog. È capire perché un formato viene percepito come un investimento di marketing immediato, mentre l’altro viene ancora considerato semplicemente come uno spazio dove pubblicare un articolo.
La crescita di YouTube e la crisi della pubblicità editoriale
| Anno /indicatore | Dato |
|---|---|
| YouTube Ads 2017 | 8,15 miliardi $ |
| YouTube Ads 2019 | 15,15 miliardi $ |
| YouTube Ads 2020 | 19,77 miliardi $ |
| YouTube Ads 2021 | 28,85 miliardi $ |
| YouTube Ads 2024 | 36,15 miliardi $ |
| Italia 2021 | 85% della pubblicità digitale alle grandi piattaforme |
| Italia 2024 | Oltre 85% alle grandi piattaforme |
I ricavi pubblicitari di YouTube sono passati da 8,15 miliardi di dollari nel 2017 a 36,15 miliardi nel 2024, secondo i dati finanziari di Alphabet. Nel 2025 il gruppo ha comunicato che i ricavi annuali di YouTube, considerando pubblicità e abbonamenti insieme, hanno superato i 60 miliardi di dollari. Il confronto con i blog va però letto in modo diverso. In Italia, secondo il Reuters Institute, nel 2024 oltre l’85% dei ricavi pubblicitari digitali lordi è finito nelle mani delle grandi piattaforme, lasciando agli editori una quota molto più piccola. Già nel 2021 la quota delle piattaforme era dell’85%.
© Pal2tech
In questo video il content creator ci spiega molto bene la nuova fotocamera Fujifilm X[1]-E5.
Perché le aziende scelgono YouTube e non i blog?
Questo racconta bene lo spostamento che ci interessa: non è semplicemente che le aziende abbiano smesso di investire nei contenuti editoriali. Una parte sempre maggiore del valore pubblicitario viene intercettata dalle grandi piattaforme, mentre YouTube ha costruito un mercato pubblicitario enorme attorno a video, creator, pubblico e misurazione. Ed è proprio qui che nasce la domanda del nostro articolo: se le aziende hanno imparato a comprare il pubblico degli YouTuber, perché fanno ancora così fatica a vedere il valore di un progetto editoriale verticale?
Perché le aziende investono negli YouTuber
Il primo vantaggio per un’azienda è immediato: lo YouTuber ha già costruito un pubblico. L’azienda non deve partire da zero per trovare persone interessate a un determinato prodotto o settore, ma può inserirsi in una relazione già esistente tra creator e spettatori. A questo si aggiungono volto, voce, esperienza e capacità di raccontare. Un video dedicato a un prodotto può trasformare una semplice comunicazione pubblicitaria in un contenuto che il pubblico sceglie volontariamente di guardare.
Per il marketing aziendale è un modello molto semplice da comprendere: creator, pubblico, contenuto e distribuzione sono già riuniti nello stesso canale. Il blog, invece, deve spesso costruire il proprio pubblico attraverso ricerca, contenuti e tempo. Ed è probabilmente questa una delle ragioni per cui, agli occhi di molte aziende, YouTube appare come un investimento più immediato.
Il blog nell’era della ricerca con l’AI
Il blog non sta semplicemente perdendo valore: sta cambiando il modo in cui viene trovato. La ricerca non passa più soltanto dalla classica pagina dei risultati di Google. Con AI Overviews, AI Mode e chatbot come ChatGPT, l’utente può ricevere una risposta sintetica prima ancora di visitare un sito. Il cambiamento è concreto. Secondo il Reuters Institute, il traffico organico proveniente da Google verso oltre 2.500 siti analizzati da Chartbeat è diminuito del 33% a livello globale tra novembre 2024 e novembre 2025, mentre gli editori prevedono ulteriori difficoltà per il traffico proveniente da Google.

Anche Pew Research ha rilevato che, quando compare un riepilogo AI nella ricerca Google, gli utenti cliccano un risultato tradizionale nell’8% delle visite, contro il 15% quando il riepilogo AI non compare. Il clic direttamente sulle fonti citate nell’AI Overview si verifica invece soltanto nell’1%.
| Comportamento dell’utente | Percentuale di click |
|---|---|
| Risultato tradizionale senza AI Overview | 15% |
| Risultato tradizionale con AI Overview | 8% |
| Click su una fonte citata nell’AI Overview | 1% |
SEO e blog nell’era della ricerca con l’AI
Questo però non significa che SEO e blog siano finiti. Google afferma esplicitamente che le nuove esperienze di ricerca basate sull’AI continuano a utilizzare i sistemi fondamentali della Ricerca e che i contenuti originali, utili e con un valore unico rimangono centrali. La differenza è che oggi un articolo non deve essere pensato soltanto per conquistare un clic. Deve essere abbastanza autorevole, originale e completo da poter diventare una fonte utilizzabile anche nelle nuove risposte generate dall’AI. È una frontiera completamente diversa per il blog: non soltanto posizionarsi, ma diventare una fonte.
Il valore di un contenuto non si misura solo nelle visualizzazioni, ma nella sua capacità di restare nel tempo.
(Marcello Moresco)
Il valore di un blog oggi
In un ecosistema digitale in cui i contenuti vengono prodotti e consumati sempre più velocemente, un blog verticale può diventare qualcosa di molto più importante di una semplice raccolta di articoli. Può costruire nel tempo un patrimonio editoriale proprietario, riconoscibile e difficilmente replicabile: esperienze dirette, fotografie, interviste, approfondimenti, opinioni e informazioni originali.

Il valore non sta quindi nel pubblicare continuamente per inseguire Google o ottenere qualche visita in più, ma nel costruire una voce e una reputazione. Un progetto editoriale ben curato può diventare un punto di riferimento per una nicchia, raccogliere nel tempo conoscenze e testimonianze e continuare a dare valore ai contenuti anche quando il traffico proveniente dalla ricerca diminuisce. Il blog diventa così un patrimonio che appartiene a chi lo costruisce, non un flusso di contenuti dipendente dall’algoritmo di un social o dalla posizione occupata nella prima pagina dei motori di ricerca.
Il progetto Diario di Bordo
In questo scenario, un progetto editoriale indipendente può avere ancora un ruolo importante. Non deve competere con le grandi testate per quantità di pubblicazioni o velocità, ma può concentrarsi su esperienze, persone e storie che meritano di essere raccontate con maggiore attenzione. Il mio Diario di Bordo nasce proprio con questa idea: un luogo nel quale fotografia, video, tecnologia e persone possono incontrarsi attraverso articoli, interviste e racconti. Non soltanto informazioni, ma contenuti nei quali l’esperienza diretta e punti di vista diventano parte dell’informazione.

Un’immagine cha rappresenta il progetto editoriale di questo sito: il Diario di Bordo.
In un web sempre più pieno di contenuti generati automaticamente, forse il valore di un progetto editoriale non sta nel pubblicare di più, ma nel costruire nel tempo una voce riconoscibile e una raccolta di contenuti originali. Ed è questa la direzione più interessante per il Diario di Bordo.
Investire in un progetto editoriale
Investire in un progetto editoriale verticale significa non limitarsi a comprare uno spazio pubblicitario, ma contribuire alla costruzione di contenuti che possono continuare ad essere letti, cercati e condivisi nel tempo. Un articolo, un’intervista, una fotografia o un video possono raccontare un’azienda in modo più approfondito e diventare parte di un patrimonio editoriale che cresce insieme al progetto. Per questo le aziende che vogliono comunicare attraverso il mio Diario di Bordo possono valutare collaborazioni costruite intorno ai propri obiettivi, ai prodotti e alle storie che meritano di essere raccontate. Non si tratta soltanto di ottenere una pubblicazione, ma di entrare in un progetto editoriale con contenuti pensati per avere un valore anche oltre il giorno della pubblicazione.
Attrezzatura fotografica e offerte dedicate
In collaborazione con Ottica Universitaria, negozio specializzato in attrezzatura fotografica a Roma, puoi accedere a prodotti selezionati e a codici sconto dedicati ai lettori del blog.
Codice sconto riservato: MORESCO3 (3% di sconto)
OTTIENI OFFERTE DEDICATE
YouTube marketing vs blog: quale conviene alle aziende?
Le aziende non devono necessariamente scegliere tra YouTube e blog. I due strumenti rispondono a esigenze diverse: il creator porta attenzione, pubblico e relazione, mentre un progetto editoriale può costruire nel tempo contenuti approfonditi, indicizzabili e legati a un settore specifico. Il vero limite, quindi, non è il blog. È il modo in cui viene ancora percepito. Un articolo acquistato come semplice spazio pubblicitario ha un valore limitato; un progetto editoriale costruito attorno a esperienza, contenuti originali, fotografie, video e competenza può diventare una vera attività di marketing.
La nuova sfida per i blog verticali sarà proprio questa: smettere di vendere semplicemente articoli e iniziare a proporre strategie editoriali capaci di unire contenuto, ricerca, autorevolezza e distribuzione.
Seguimi su Instagram
Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Un Fujifilm X-Photographer è un fotografo professionista selezionato direttamente da Fujifilm per rappresentare il marchio attraverso il proprio lavoro. Gli X-Photographer collaborano con l'azienda partecipando a eventi, workshop, presentazioni e progetti fotografici, contribuendo a mostrare le potenzialità delle fotocamere e degli obiettivi del sistema Fujifilm X Series e GFX.
Come si diventa Fujifilm X-Photographer
Non è previsto un programma di candidatura pubblica. I fotografi vengono scelti direttamente da Fujifilm in base alla qualità del portfolio, all'esperienza professionale, allo stile fotografico e al contributo offerto alla comunità fotografica.
Cosa fa un Fujifilm X-Photographer
Un Fujifilm X-Photographer realizza servizi fotografici, partecipa a workshop, eventi e attività formative, collaborando con Fujifilm nella promozione della cultura fotografica e nella presentazione dei nuovi prodotti. Gli X-Photographer sono fotografi professionisti scelti da Fujifilm per il loro percorso artistico e professionale. I Fujifilm Creator, invece, producono principalmente contenuti digitali per il web e i social media, con un ruolo orientato alla comunicazione online.








Rimani aggiornato
Iscriviti per ricevere nuovi articoli, approfondimenti e risorse dedicate a fotografi professionisti, appassionati e content creator.