Tra le mostre[1] a Palazzo Reale ho scelto: Brassaï. L’occhio di Parigi. Un’esposizione[2] con 200 stampe d’epoca che mostra la città di Parigi attraverso lo sguardo di un grande fotografo dei primi del ‘900. Quale obiettivo Fuji per le foto, invece, il Fujifilm[3] 16mm f1.4 R WR. Vuoi saperne di più? Leggi l’articolo!
Mostre a Palazzo Reale: Brassaï
Brassaï, il cui vero nome era Gyula Halász, è stato un fotografo, pittore e scrittore ungherese, nato nel 1899 e deceduto nel 1984. Brassaï è diventato famoso per le sue fotografie che catturano la vita notturna e le strade di Parigi negli anni ’20 e ’30. Le sue opere spaziano da ritratti di artisti e intellettuali dell’epoca, a scene di vita quotidiana, ma è maggiormente conosciuto per le sue suggestive immagini di Parigi di notte, in cui trasmette un’atmosfera misteriosa e affascinante. Brassaï è considerato uno dei più grandi fotografi del XX secolo e ha lasciato un’impronta indelebile sulla storia della fotografia.
2 concetti chiave dell'articolo

Mostre a Palazzo Reale: Brassaï fotografato con il Fuji 16mm f1.4 R WR
Uno spazio dedicato alla grande fotografia a Palazzo Reale
Brassaï. L’occhio di Parigi
dal 24 febbraio al 2 giugno 2024
Una delle Mostre a Palazzo Reale organizzate per la stagione 2024 che non si smentisce per bellezza unica delle opere esposte, interpretazione e allestimenti. Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta sia da Palazzo Reale che Silvana Editoriale, questa esposizione è stata realizzata in sinergia con l’Estate Brassaï Succession e con la sapiente curatela di Philippe Ribeyrolles.
Per me la fotografia deve semplicemente suggerire, non cercare di insistere o spiegare.
(Brassaï – Gyula Hálász)
Alcune immagini della mostra di Milano: Brassaï. L’occhio di Parigi.
Un pioniere e maestro indiscusso
“Brassaï è stato in grado di cogliere con una sensibilità molto particolare l’atmosfera notturna di Parigi e immortalarla insieme al suo variegato popolo: operai, prostitute, clochard, artisti e vagabondi solitari. Paris de Nuit (Parigi di notte), edito nel 1933, che raccoglie molti degli scatti esposti in mostra, è un’opera fondamentale per la storia della fotografia francese.
Brassaï nasce in Transilvania e giunge a Parigi nel 1924.
Esponente della “scuola umanista” della disciplina per il ruolo essenziale di donne, uomini e bambini nella sua narrazione artistica, Brassaï fu capace di esprimersi tuttavia al di là del ritratto sociale: la sua esplorazione dei muri parigini e dei loro numerosi graffiti testimonia il suo profondo legame con le arti marginali e l’art brut di Jean Dubuffet.”

Stampe di valore inestimabile in mostra al Palazzo Reale di Milano.
Qualche scatto con Fujifilm 16mm f1.4 R WR
L’occasione di visitare la mostra di Brassaï a Palazzo Reale è stata anche quella di scattare tutte le immagini di questo articolo, sia in interno che in esterno, con uno degli obiettivi Fujifilm del sistema X che più utilizzo. Il Fuji 16mm f1.4 R WR è un obiettivo premium dalle caratteristiche professionali straordinarie, che voglio brevemente riepilogare per tutti gli appassionati del brand e non solo.
- Lunghezza focale: 16mm
- Angolo di visione: 83.2° (24mm su full frame)
- Formato: APS-C
- Apertura massima: f1.4
- Numero di lenti: 13 lenti in 11 gruppi
- Distanza[4] minima di messa a fuoco: 15 cm
- Rapporto di ingrandimento: 0.21x

Luminoso e tropicalizzato
Il Fuji 16mm f1.4 R WR è luminoso e tropicalizzato. Con apertura massima di f1.4, mi ha consentito di realizzare scatti come quello sotto in condizioni di luminosità particolarmente critica anche per la mia Fuji X-E4 ( una mirrorless da amare), che ho impostato tra i 1250 e i 3200 iso.

Uno scatto realizzato con il Fuji in condizioni di illuminazione molto critica.
Nonostante abbia usato aperture di diaframma anche di f1.4, la nitidezza sia al centro che ai bordi si è rilevata ottimale, regalandomi scatti perfetti con il tipico look[5] che contraddistingue tutti gli obiettivi Fujifilm, grazie anche alle splendide simulazioni pellicola come, in questo caso, il Classic Chrome.
La tropicalizzazione rende l’obiettivo sicuro e utilizzabile anche in condizioni meteo incerte, dove qualche goccia d’acqua o di umidità non gli fanno paura. È una lente “tuttofare”: con una minima distanza di messa a fuoco di soli 15 cm, consente di realizzare creativi still life[6] e close-up quasi “macro”, mentre il suo equilibrio generale lo rende senz’altro adatto anche per foto di paesaggio e architettura urbana.
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Nitidezza su tutto il frame
La sfida di tutti i costruttori è sempre quella di realizzare prodotti performanti in tutte le condizioni e il Fuji 16mm f1.4 r WR non è certo da meno. Anche usando i diaframmi più aperti, la nitidezza è uniforme dal centro ai bordi, senza vignettature o distorsioni. Se poi viene chiuso il diaframma di qualche stop[7], f8 in questo caso, otterremo risultati di nitidezza e profondità di campo “disarmanti” (anche con “soli 26 mln di pixel). Obbiettivo altamente consigliato ai fotoamatori più evoluti e naturalmente a tutti i pro!

Il Fuji 16mm f1.4 R WR è l’obiettivo ideale per paesaggio e architettura urbana.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Le mostre fotografiche sono esposizioni nelle quali vengono presentate al pubblico fotografie selezionate e organizzate secondo un tema, un progetto o un percorso narrativo. Possono raccogliere opere di un singolo fotografo oppure di più autori e possono avere finalità artistiche, documentarie, culturali o divulgative.
Il ruolo delle mostre nella fotografia
Una mostra permette di osservare le fotografie nel loro formato fisico e all'interno di un contesto progettato, mettendo in relazione immagini, spazio espositivo, sequenza e allestimento. Le esposizioni fotografiche possono affrontare temi molto diversi, dalla ricerca personale alla fotografia documentaria, dall'arte contemporanea ai temi sociali, culturali e ambientali.
Mostre fotografiche e pubblico
Visitare una mostra fotografica rappresenta un'occasione per conoscere autori, linguaggi e progetti fotografici, ma anche per osservare direttamente le caratteristiche delle stampe, dei formati e delle tecniche utilizzate. Ho raccolto alcune delle mostre fotografiche e d'arte che ho avuto modo di documentare nell'articolo dedicato alle mostre fotografiche a Milano e non solo.










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