© Marcello Moresco
La Street art e la street photography si incontrano ancora una volta a Milano per celebrare con qualche immagine l’arte iconica di Shepard Fairey. Occasione unica anche per il 1° test sul campo del Fujinon XF 8mm f3.5 R WR messo alla corda durante la visita a questo evento. Se vuoi saperne di più… leggi l’articolo!
2 concetti chiave dell'articolo
Obey – The Art of Shepard Fairey
Fabbrica del Vapore (spazio Cattedrale)
Via Giulio Cesare Procaccini, 4
20154 Milano
dal 16 maggio al 27 ottobre 2024
Street art a Milano con Shepard Fairey
“Mick Jagger mi ha detto che era aperto a qualsiasi tipo di mia idea creativa, ma una delle prime cose che gli ho chiesto è stata: – “Non pensi che la lingua debba essere inclusa?” -. E lui ha risposto: – “Si, penso che dovrebbe esserlo” -. Caso chiuso.”
(Shepard Fairey – Giugno 2012).
Per un ragazzo che con lo skateboard sotto il braccio ha frequentato la Rhode Island School of Design, prendere in mano l’eredità di John Pasche (il creatore del logo originale) non è stata cosa facile, ma il suo talento ha colpito ancora, senza deludere nemmeno i più appassionati fan dei Rolling Stones come il sottoscritto. Nel frattempo e forse qualche anno prima Shepard era già noto al grande pubblico per quell’adesivo raffigurante André the Giant (un lottatore di wrestling) che ben presto divenne virale. Classe 1970, Shepard Fairey, con uno skateboard sotto il braccio e una bomboletta spray in mano, iniziò a lasciare il suo segno sui muri delle città, cercando di dare voce alla sua visione del mondo.
Ringrazio il Comune di Milano, la Fabbrica del Vapo[1]re e Giulia Gallinaro (Wunderkammern Milano) per avermi dato la possibilità di documentare anche fotograficamente questo evento.
La serata inaugurale della mostra alla Fabbrica del Vapore
Shepard Fairey non si fermò lì. Il suo vero trionfo arrivò nel 2008, durante la campagna presidenziale di Barack Obama. Fairey creò un poster che sarebbe diventato uno dei simboli più riconoscibili della storia politica americana moderna: il ritratto stilizzato di Obama con la parola “Hope”. Con colori accesi e linee audaci, il poster catturò l’immaginazione di milioni di persone, diventando un simbolo di cambiamento e aspirazione. Fairey aveva creato non solo un’opera d’arte, ma un’icona.
PRODUZIONE DI DISSENSO DI QUALITÁ DAL 1989.
Obey Giant- L’arte of Shepar Fairey
L’arte come strumento di protesta
Nel corso degli anni, Shepard Fairey ha continuato a utilizzare la sua arte come strumento di protesta e attivismo. Le sue opere affrontano temi di giustizia sociale, diritti umani e ambientali, cercando sempre di stimolare la riflessione e il dibattito. Con murales che adornano città in tutto il mondo, da New York a Parigi, Fairey ha trasformato l’arte di strada in un potente mezzo di comunicazione.
© Marcello Moresco
Lo spazio “Cattedrale” della Fabbrica del Vapore ospita la mostra[2] di Shepard Fairey.
Nota: tutte le immagini che illustrano il mio Diario di Bordo (articoli come questo e photogallery di tutti gli articoli pubblicati sono in grande formato a base 2.000 pixel (pur essendo molto leggere nel caricamento), per dare a tutti la possibilità di apprezzarne dettagli e qualità di scatto. Se navighi il blog da un PC o Mac, clicca con il pulsante destro del mouse per vedere l’immagine in formato reale.
Un’eredità di ribellione
Oggi, Shepard Fairey è riconosciuto come uno dei più influenti artisti contemporanei. La sua capacità di unire arte e attivismo ha ispirato una nuova generazione di artisti a usare la loro creatività per promuovere il cambiamento. La sua storia ci ricorda che l’arte non è solo una questione di estetica, ma un potente strumento per sfidare lo status quo e dare voce a chi non ce l’ha.
© Marcello Moresco
Alcune immagini della mostra di Shepard Fairey, compresi gli “attrezzi del mestiere”.
Nota: La Fabbrica del Vapore è una location ideale per mostre d’arte, eventi, e mostre di fotografia. Gli ampi spazi di questa architettura industriale consentono, infatti, di realizzare grandi allestimenti quando, come nel caso di Shepard Fairey, le opere sono esposte sono così numerose.
E così, tutti i muri delle città continuano a parlare, raccontando storie di ribellione e speranza, grazie all’influenza di un giovane skater diventato un’icona globale. Shepard Fairey ha dimostrato che, con un po’ di vernice e un grande sogno, si può davvero cambiare il mondo.
© Marcello Moresco
Shepard Fairey a Milano in un’immagine scattata con il Fujinon XF 16mm f14 R WR.
Nota: il Fujinon XF 16mm f14 R WR è un obiettivo grandangolare con un ampio angolo di campo ideale per il paesaggio, ma la sua grande luminosità e la minima distanza di messa a fuco permettono anche di realizzare foto close-up come questa regalandoti un bellissimo bokeh[3] (sfuocato).
Street art a Milano con Fujifilm
Con un angolo di visione di 120°, il Fujinon XF 8mm f3.5 è il super grandangolo fisso ultimo arrivato in casa Fujifilm[4] che completa il mio set di obiettivi professionali, ideali per fotografare mostre ed eventi aziendali e privati, ma anche per realizzare qualche scatto originale in città. Attesissima la prova sul campo di questo obiettivo, è stata superata a pieni voti! Gli altri obiettivi del mio set e con i quali ho scattato parte delle immagini di questo fotoreportage, comprendono il Fujinon XF 16mm f1.4 R WR e il Fujinon XF 18mm f2 R già descritti sul blog in occasione della mia partecipazione ad altri eventi in città.
© Marcello Moresco
Un’immagine spettacolare scattata alla mostra con il super grandangolo Fujinon XF 8mm.
Caratteristiche tecniche Fujinon XF 8mm F3.5 R WR
- Lunghezza focale: 8mm (12mm su full frame)
- Angolo di visione: 121°
- Formato: APS-C
- Apertura massima: f3.5
- Numero di lenti: 12 lenti in 9 gruppi (3 asferiche e 2 ED)
- Distanza[5] minima di messa a fuoco: 18 cm
- Rapporto di ingrandimento: 0.07x
- Diametro filtri: 62mm
- Peso: 215 g

© Marcello Moresco
Tantissime le opere di Fairey in mostra alla “Cattedrale” della Fabbrica del Vapore.
Tanti articoli sul Diario di bordo
Nota: se ti interessi di arte e fotografia naviga questo blog, scoprirai altri contenuti inediti e troverai anche tutte le prove sul campo degli obiettivi e fotocamere Fujifilm APS-C della serie X. I miei test sono corredati da numerose photogallery e singole immagini originali. Il Diario di bordo è sempre aggiornato!
© Marcello Moresco
Questo evento a Milano è uno dei tanti a cui ho partecipato negli ultimi mesi.
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Street art a Milano con Shepard Fairey: conclusioni
Personalmente è la mostra d’arte più bella vista negli ultimi anni. Shepard è un’artista iconico ed eclettico che ha messo in scena una produzione di opere d’arte enorme. Lo spazio Cattedrale della Fabbrica del vapore di Milano si presta perfettamente a contenere una collezione così vasta.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Un obiettivo apocromatico (APO) è un obiettivo ottico progettato per ridurre in modo particolarmente efficace l'aberrazione cromatica, correggendo la messa a fuoco di più lunghezze d'onda della luce rispetto a un obiettivo acromatico. L'aberrazione cromatica si verifica perché le diverse lunghezze d'onda vengono rifratte in modo differente dalle lenti, producendo frange colorate, perdita di nitidezza e differenze di fuoco tra i colori.
Come viene corretta l'aberrazione cromatica
Gli obiettivi apocromatici utilizzano combinazioni di elementi ottici e vetri a bassa dispersione o altri materiali ottici speciali. L'obiettivo è ridurre la dispersione e mantenere i diversi colori quanto più possibile sullo stesso piano di fuoco. Il risultato può essere una maggiore nitidezza, contrasto e precisione nella resa dei dettagli e dei colori, soprattutto nelle situazioni in cui l'aberrazione cromatica sarebbe più evidente.
Obiettivi APO in fotografia
La progettazione apocromatica è particolarmente apprezzata negli obiettivi tele, macro e ad alta risoluzione, dove il controllo delle aberrazioni ottiche può avere un'importanza rilevante. La sigla APO viene utilizzata da diversi produttori per identificare obiettivi progettati con un elevato livello di correzione cromatica. È comunque importante ricordare che APO non significa necessariamente assenza assoluta di aberrazioni cromatiche: le caratteristiche effettive dipendono dal progetto ottico e dal comportamento del singolo obiettivo.



















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