Percorso della memoria: fotografare il mare © Marcello Moresco
Un’immagine scattata d’estate a Sestri Levante con il Fujinon XF 23mm f1.4 R.
Il mare è molto più di un paesaggio da fotografare. È un luogo che custodisce ricordi, emozioni e frammenti di vita. Ogni volta che torno sulla costa con la macchina fotografica non cerco solo un’immagine ben composta, ma un modo per conservare la luce, i colori e le sensazioni di quell’istante. Questo percorso della memoria nasce proprio da qui: dal desiderio di raccontare il mare attraverso la fotografia, trasformando ogni scatto in un ricordo che continua a vivere nel tempo.
Il percorso della memoria è il filo invisibile che unisce ogni fotografia ai luoghi, alle emozioni e alle persone che abbiamo vissuto. Ogni immagine conserva un frammento del passato e, ogni volta che la osserviamo, ci permette di rivivere quell’istante con la stessa intensità.
Quando una fotografia diventa un ricordo
Ci sono fotografie che nascono dalla luce, altre dal silenzio. E poi ci sono quelle che nascono dall’amore ma tutte le fotografie sono: il percorso della memoria. Questo articolo parla di mare, di avventure, di albe leggere e di tramonti che incendiano l’orizzonte; parla di obiettivi, di sensori, di scelte tecniche e di istanti catturati con cura. Ma tra un’inquadratura[1] e l’altra, tra la sabbia che si insinua nelle scarpe e il vento salmastro che accarezza la pelle, c’è qualcosa di più profondo che continua a vivere: un ricordo.
A queste tre immagini, nate tra luce e respiro, affido ciò che il tempo non potrà mai portare via. Non sono solo fotografie, ma memoria che continua a vivere. Per sempre.
(Marcello Moresco)
© Marcello Moresco
Verso il Borgo Giusto Tuscany[2] che, grazie ad un meticoloso restauro, è diventato un magico luogo.
Ed è proprio con questo spirito che si parte. La memoria ci accompagna. La macchina fotografica diventa allora compagna di viaggio, strumento e confidente, mentre il mare — immenso, mutevole, vivo — si offre come teatro perfetto dove luce, tecnica ed emozione si incontrano. Da qui comincia il cammino tra obiettivi puntati verso l’alba e tramonti che chiedono solo di essere ascoltati prima ancora che fotografati.
Fotografare il mare: emozioni, luce e paesaggio
A chi non è mai capitato di scattare una fotografia al mare? È uno dei soggetti più amati dai fotografi, perché offre infinite possibilità: la luce che cambia durante il giorno, il movimento delle onde, i colori del paesaggio e le emozioni legate ai momenti vissuti sulla spiaggia. Fotografare il mare significa raccontare un’esperienza attraverso immagini capaci di trasmettere atmosfera e ricordi. Non servono solo grandi panorami: anche un dettaglio, una persona immersa nel paesaggio o un particolare momento della giornata possono diventare una fotografia significativa.
- Tramonti: una foto al tramonto durante la golden hour (o all’alba)
- Ritratti ambientati: un ritratto ambientato di famiglia o amici sulla spiaggia
- Luoghi: i posti visitati durante le vacanze o il week-end.
© Marcello Moresco
È mattina presto: un’immagine di Portovenere (SP) vista dal mare. Fujinon XF 35mm f1.4 R.
Fotografare il mare: da terra e dall’acqua
“Era una mattina d’estate, una di quelle perfette, con il sole che si alza pigramente all’orizzonte, tingendo il cielo di sfumature rosa e arancioni. La spiaggia era ancora deserta, e l’unico suono che riempiva l’aria era il dolce infrangersi delle onde sulla battigia. Camminavo lentamente sulla sabbia fresca, sentendo i granelli sotto i piedi nudi, con la mia fotocamera appesa al collo, pronta per catturare la magia del mare.”
3 fotografie che incorniciano Portovenere e gli scorci dall’isola Palmaria (SP).
Entrare in sintonia con i luoghi
Il segreto per scattare una foto perfetta al mare non è solo la tecnica, ma anche il saper ascoltare e osservare. Ecco, il primo passo è sempre questo: entrare in sintonia con il luogo e lasciarsi avvolgere dall’atmosfera. La luce del mattino è morbida, calda, ideale per la fotografia.
© Marcello Moresco
La vista di Monte Marcello e Portovenere al tramonto fotografata con il Fujinon XF 27mm f2.8 R WR.
Nota: questa immagine mi è particolarmente cara perché è una delle prime fotografie che ho realizzato in quel periodo. Un momento semplice, ma capace di conservare tutta l’atmosfera di quel tramonto: la luce calda, il controluce e quella sensazione di calma che solo il mare riesce a trasmettere.
Fotografare il mare: la quiete dopo la tempesta
“Posizionai la fotocamera all’altezza degli occhi e iniziai a giocare con le impostazioni. L’apertura doveva essere abbastanza ampia per catturare i dettagli, ma non troppo da sovraesporre la foto. Regolai gli ISO[3] al minimo e aumentai leggermente la velocità dell’otturatore per congelare il movimento delle onde.”
© Marcello Moresco
In lontananza “Le Grazie”, una frazione di Portovenere fotografata con il “normale” Fujinon XF 35mm f1.4 R.
L’eternità di un momento fugace
La magia della fotografia al mare sta nel saper catturare l’infinito, l’eternità di un momento fugace. Sta nell’ascoltare il mare, osservare la luce, e saper aspettare. Ogni onda è diversa, ogni raggio di sole irripetibile. Fotografare il mare è come scrivere una poesia con la luce e il tempo. Ogni volta che riguarderò le mie foto, sentirò di nuovo il profumo del mare, il calore del sole e il suono delle onde, come se fossi ancora lì, in quella mattina d’estate tra le bellezze di un mare a me così caro.
Molto spesso ci sono più cose naufragate in fondo a un’anima che in fondo al mare.
(Victor Hugo)
Dalla burrasca alla golden hour in Toscana
Dopo una giornata di burrasca il cielo finalmente si apre e le nuvole lasciano spazio agli ultimi raggi del sole che scende verso l’orizzonte. È l’inizio della golden hour, uno dei momenti più affascinanti per fotografare il mare. In questa immagine il sole rimane fuori campo sulla destra, ma la sua luce calda avvolge le onde che si infrangono sulla battigia, trasformando la scena in un momento ricco di atmosfera.
© Marcello Moresco
Il mare dopo la tempesta. In lontananza si intravedono il canale di Piombino e l’Isola d’Elba.
Invarianza ISO: esporre per le alte luci
In caso di forti contrasti (es: riflessi sull’acqua, nuvole nel cielo, altro di molto chiaro), è sempre meglio esporre per le alte luci facendo in modo di non bruciare i bianchi nelle parti + chiare.
Utilizzando gli ISO nominali della fotocamera (es: 160 ISO per il sensore X-Trans[4] IV), potrai starare l’esposizione[5] da -1 a -3 stop[6] tramite l’apposita ghiera. Il file RAW[7] risulterà sottoesposto, ma con le luci in gamma. In fase di postproduzione, potrai poi aprire le ombre sfruttando le caratteristiche ISO Invariant del sensore. Se vuoi saperne di più leggi questo articolo: Gamma dinamica e sensori ISO Invariant.
© Marcello Moresco
Tramonto sul mare il località Partaccia (Marina di Massa). Fujinon XF 27mm f2.8 R WR.
Il bianco e nero ferma le onde e il tempo
A Le Grazie (SP) il bianco e nero accarezza il mare e sospende il tempo in un silenzio luminoso, quasi sacro. Con la mia Fujifilm X[8] e il Fujinon XF 27mm f2.8 R WR ho fermato il respiro lieve delle onde contro le case, catturando ogni sfumatura d’ombra e di luce. Resta un ricordo nitido e dolce, come sale sulla pelle e luce negli occhi, un frammento d’eternità custodito tra cuore e memoria.
© Marcello Moresco
Le Grazie (SP) – Barche fotografate in porto la mattina presto con il Fujinon XF 27mm f2.8 R WR.
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Il mare, la luce e il ricordo di una fotografia
Fotografare il mare regala emozioni profonde, se impari ad ascoltare la luce e a scegliere l’ora in cui l’orizzonte si accende di promesse. Ogni scatto custodisce un frammento di vento e sale, come le parole sussurrate durante un grande amore sulla riva silenziosa. E quando le riguarderai, sentirai ancora quel battito condiviso confondersi con le onde: perché certi amori, non smettono mai di tornare.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
La composizione fotografica è l’insieme delle scelte visive che determinano la disposizione degli elementi all’interno dell’inquadratura. In fotografia, comporre significa organizzare soggetti, linee, forme, colori e spazi in modo da creare equilibrio, armonia e significato visivo. Una buona composizione guida lo sguardo dell’osservatore e contribuisce a rendere l’immagine più efficace dal punto di vista narrativo ed estetico.
Elementi fondamentali della composizione fotografica
La composizione si basa su diversi principi che aiutano a costruire immagini più forti e leggibili:
- Inquadratura (selezione della porzione di scena)
- Linee guida (elementi visivi che conducono lo sguardo verso il soggetto)
- Equilibrio visivo (distribuzione armoniosa di pesi, volumi e spazi)
- Prospettiva (gestione della profondità e del punto di vista)
- Spazio negativo (aree vuote che valorizzano il soggetto principale)
Regole compositive più utilizzate
Tra le tecniche compositive più conosciute troviamo:
- Regola dei terzi
- Simmetria
- Cornice naturale
- Leading lines (linee guida)
- Layering (stratificazione dei piani)
Nota: queste regole non sono vincoli rigidi, ma strumenti utili per migliorare la lettura visiva della fotografia.
Il ruolo creativo della composizione
La composizione fotografica non riguarda soltanto la tecnica, ma rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui il fotografo esprime il proprio stile e la propria visione. Nella street photography, ad esempio, una composizione efficace permette di trasformare scene ordinarie della vita quotidiana in immagini capaci di raccontare storie, emozioni e relazioni tra soggetti e ambiente.













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