Vivian Maier: la fotografa in mostra[1] e il mio reportage fotografico © Marcello Moresco
Un’immagine della mostra a Villa Reale (Monza) scattata con il Fujinon 16mm f1.4 R WR.
Vivian Maier è considerata una delle più importanti fotografe di street photography del XX secolo. In questo articolo ripercorro la sua storia e condivido il mio reportage fotografico realizzato durante la mostra Unseen alla Villa Reale di Monza. Un percorso tra oltre 220 fotografie che raccontano il talento, lo sguardo e l’eredità di un’artista scoperta dal grande pubblico solo dopo la sua scomparsa.
2 concetti chiave dell'articolo
A distanza di due anni dalla prima pubblicazione ho deciso di aggiornare e ripubblicare questo articolo. L’obiettivo non è più raccontare soltanto una mostra, ma conservare nel tempo la memoria di una delle fotografe più influenti della street photography. Attraverso il mio reportage fotografico desidero condividere non solo le immagini, ma anche la storia, lo stile e l’eredità artistica di Vivian Maier, affinché questo articolo continui a essere un punto di riferimento anche dopo la conclusione dell’esposizione[2].
Chi era Vivian Maier, la fotografa americana
Vivian Maier (1926-2009) è considerata una delle più importanti fotografe di street photography del XX secolo. Per gran parte della sua vita lavorò come bambinaia tra New York e Chicago, coltivando in silenzio una straordinaria passione per la fotografia. Con la sua inseparabile Rolleiflex documentò la quotidianità americana attraverso migliaia di immagini, senza mai cercare notorietà o pubblicare il proprio lavoro.
© Vertigo Syndrome
Quando si tratta di organizzare mostre fotografiche di questo livello, Verti Syndrome è una garanzia.
Il talento di Vivian Maier venne scoperto solo dopo la sua scomparsa, quando John Maloof acquistò per caso alcuni scatoloni contenenti negativi e fotografie destinati all’asta. Da quella scoperta emerse un archivio immenso che ha rivelato al mondo una fotografa dal talento straordinario, capace di raccontare persone comuni, gesti quotidiani e scene di strada con uno sguardo unico e profondamente umano.
Impara la Street Photography[3] sul campo a Milano
Un’esperienza pratica per sviluppare uno sguardo più personale sulla città e imparare a osservarla con occhi nuovi, cogliendo dettagli, atmosfere e momenti che spesso passano inosservati.
SCOPRI IL WORKSHOP[4]Lo stile fotografico di Vivian Maier
Le fotografie di Vivian Maier si distinguono per uno stile spontaneo, diretto e profondamente umano. Attraverso la street photography raccontava la vita quotidiana di New York e Chicago, osservando con straordinaria sensibilità persone comuni, bambini, anziani, lavoratori e scene di strada spesso ignorate dagli altri. I suoi autoritratti realizzati con la Rolleiflex, i giochi di riflessi nelle vetrine e l’attenzione ai piccoli dettagli sono diventati elementi distintivi del suo linguaggio fotografico. Ancora oggi il suo lavoro rappresenta una fonte di ispirazione per fotografi e appassionati di street photography di tutto il mondo. Osservare le fotografie originali di Vivian Maier significa comprendere quanto il suo linguaggio fotografico fosse moderno e ancora oggi incredibilmente attuale.
© Marcello Moresco
Le 9 sezioni a tema della mostra di Vivian Maier incantano il pubblico sopraggiunto a Monza numeroso.
Vivian Maier in mostra: il mio reportage fotografico
La mostra Unseen. Le Foto Mai Viste di Vivian Maier, realizzata da Vertigo Syndrome in collaborazione con diChroma photography, ha proposto un percorso espositivo composto da 220 fotografie. Dagli autoritratti alle scene di street photography, dalle immagini dedicate ai bambini ai ritratti delle persone ai margini della società, l’esposizione ha raccontato anche gli aspetti meno conosciuti della vicenda umana e artistica di Vivian Maier.
3 immagini rappresentative degli allestimenti della mostra Vivian Maier Unseen.
Il mio reportage fotografico della mostra
Il reportage fotografico che trovi in questo articolo documenta non solo le opere esposte, ma anche l’allestimento e l’atmosfera della Villa Reale di Monza. Attraverso queste immagini ho voluto raccontare una delle mostre più interessanti dedicate a Vivian Maier, condividendo il mio punto di vista di fotografo.
© Marcello Moresco
Uno spazio della mostra di Vivian Maier Unseen ha offerto la possibilità al pubblico di fare un selfie.
Come ho fotografato la mostra di Vivian Maier
Per documentare la mostra dedicata a Vivian Maier ho utilizzato il sistema mirrorless Fujifilm X[5], una scelta dettata dalla compattezza dell’attrezzatura e dall’elevata qualità d’immagine anche in condizioni di luce difficili. Per questo reportage mi sono affidato alla Fujifilm X-E4 e ai grandangolari Fujinon XF 16mm f/1.4 R WR e Fujinon XF 23mm f/1.4 R, due obiettivi che mi hanno permesso di fotografare gli ambienti espositivi mantenendo la naturale prospettiva delle sale e valorizzando l’allestimento della mostra.
Le scene di vita quotidiana nell’America del dopoguerra sono i soggetti di Vivian Maier.
Fotografare una mostra: obiettivi e impostazioni
Fotografare una mostra d’arte o di fotografia richiede un’attrezzatura capace di lavorare bene in condizioni di luce spesso difficili. Ambienti poco illuminati, divieto di utilizzo del flash e spazi ridotti rendono fondamentale la scelta di obiettivi molto luminosi. Per questo reportage ho utilizzato i Fujinon XF 16mm f/1.4 R WR e XF 23mm f/1.4 R, due grandangolari che permettono di riprendere gli ambienti espositivi mantenendo prospettive naturali e un’elevata qualità d’immagine.
© Marcello Moresco
Il corridoio al 3° piano dal quale inizia il percorso della mostra. Scatto realizzato con un grandangolo Fujifilm[6].
Le fotografie sono state realizzate con sensibilità comprese tra 400 e 1600 ISO[7], sfruttando la tecnologia ISO Invariant dei sensori Fujifilm X-Trans. Esporre correttamente le alte luci e recuperare le ombre in post-produzione mi ha permesso di ottenere immagini pulite e dettagliate anche nelle sale meno illuminate, preservando l’atmosfera originale della mostra. Quando gli ISO aumentano, una leggera presenza di rumore digitale può contribuire a mantenere naturale l’immagine. Se necessario, è possibile ridurlo efficacemente in fase di sviluppo dei file RAW[8] utilizzando gli strumenti di riduzione del rumore basati sull’intelligenza artificiale disponibili nei più recenti software di post-produzione.
Alcune immagini delle diverse sale espositive scattate alla mostra di Vivian Maier Unseen.
La mia esperienza fotografica
Visitare una mostra dedicata a Vivian Maier significa osservare il mondo attraverso gli occhi di una fotografa che ha saputo trasformare la quotidianità in un racconto universale. Camminando tra le sale della Villa Reale di Monza ho avuto la sensazione di accompagnarla nelle strade di New York e Chicago, seguendo il suo sguardo curioso e discreto sulle persone comuni. Ogni fotografia esposta racconta una storia fatta di gesti, sguardi e dettagli che spesso passano inosservati. Documentare questa mostra con la mia Fujifilm è stato un modo per rendere omaggio a un’artista che, senza cercare notorietà, ha lasciato una delle più straordinarie testimonianze della street photography del Novecento.
© Marcello Moresco
L’immagine più rappresentativa della mostra viene fotografata dal pubblico con i propri smartphone.
Il libro dedicato a Vivian Maier
Per chi desidera approfondire il lavoro di Vivian Maier oltre la visita alla mostra, il catalogo illustrato rappresenta uno dei riferimenti più completi dedicati alla fotografa. Il volume raccoglie gran parte del suo straordinario archivio fotografico e offre una lettura approfondita della sua opera attraverso testi inediti di Anne Morin e Christa Blümlinger. Organizzato in sezioni dedicate agli autoritratti, alla street photography, ai ritratti, ai gesti, alla cinematografia, ai bambini, al colore e alle forme, il libro documenta la straordinaria evoluzione artistica di Vivian Maier.
Questo volume rappresenta uno dei riferimenti più completi dedicati alla fotografa e una lettura consigliata per ogni appassionato di street photography. Il volume è disponibile su Amazon.
© Marcello Moresco
Il percorso della mostra Unseen di Vivian Maier è stato allestito da Vertigo Syndrome in modo unico e originale.
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Perché conoscere Vivian Maier oggi
Vivian Maier continua a ispirare fotografi e appassionati di tutto il mondo grazie a uno stile autentico, capace di raccontare la realtà con sensibilità e semplicità. Questo reportage fotografico nasce dal desiderio di conservare la memoria di una mostra straordinaria e, allo stesso tempo, di condividere la storia di una fotografa che ha cambiato il modo di osservare la vita quotidiana. Se ami la street photography, conoscere il lavoro di Vivian Maier è un’esperienza che merita di essere vissuta.
© Marcello Moresco
Un’immagine a tutto campo dove l’obiettivo grandangolare Fujifilm XF 16mm f1.4 R WR da il meglio di sé.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Le mostre fotografiche sono esposizioni nelle quali vengono presentate al pubblico fotografie selezionate e organizzate secondo un tema, un progetto o un percorso narrativo. Possono raccogliere opere di un singolo fotografo oppure di più autori e possono avere finalità artistiche, documentarie, culturali o divulgative.
Il ruolo delle mostre nella fotografia
Una mostra permette di osservare le fotografie nel loro formato fisico e all'interno di un contesto progettato, mettendo in relazione immagini, spazio espositivo, sequenza e allestimento. Le esposizioni fotografiche possono affrontare temi molto diversi, dalla ricerca personale alla fotografia documentaria, dall'arte contemporanea ai temi sociali, culturali e ambientali.
Mostre fotografiche e pubblico
Visitare una mostra fotografica rappresenta un'occasione per conoscere autori, linguaggi e progetti fotografici, ma anche per osservare direttamente le caratteristiche delle stampe, dei formati e delle tecniche utilizzate. Ho raccolto alcune delle mostre fotografiche e d'arte che ho avuto modo di documentare nell'articolo dedicato alle mostre fotografiche a Milano e non solo.













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