RAW[1] o JPEG[2] con Fujifilm[3]: quale formato scegliere?
A differenza di altri sistemi, Fujifilm offre file JPEG di altissima qualità grazie alle celebri simulazioni pellicola, tanto che molti fotografi scelgono di utilizzarli senza alcuna post-produzione. Il formato RAW, invece, garantisce la massima flessibilità in fase di sviluppo e permette di recuperare luci, ombre e bilanciamento del bianco con maggiore precisione. Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo!
5 concetti chiave dell'articolo
RAW e JPEG: cosa sono e quali differenze ci sono?
Prima di scegliere quale formato utilizzare con la tua Fujifilm, è importante capire le principali differenze tra RAW e JPEG. Il file RAW contiene tutti i dati acquisiti dal sensore e offre la massima libertà in fase di sviluppo, permettendo di recuperare esposizione, ombre e colori senza compromettere la qualità dell’immagine. Il JPEG, invece, è un file già elaborato dalla fotocamera, più leggero e pronto all’uso. Nel caso delle fotocamere Fujifilm, i JPEG sono particolarmente apprezzati grazie alle simulazioni pellicola, che restituiscono immagini di elevata qualità direttamente in camera.
RAW, JPEG o RAW+JPEG: confronto rapido
| Formato | Caratteristiche principali |
|---|---|
| RAW | Conserva tutti i dati acquisiti dal sensore, offre la massima qualità e permette un’ampia post-produzione senza perdita di informazioni. |
| JPEG | È un file già sviluppato dalla fotocamera, leggero, pronto all’uso e ideale per condividere rapidamente le immagini senza ulteriori elaborazioni. |
| RAW + JPEG | Permette di salvare contemporaneamente entrambi i formati, combinando la praticità del JPEG con la flessibilità del RAW. |
Non esiste un formato migliore in assoluto. La scelta dipende dal proprio flusso di lavoro, dal tempo dedicato alla post-produzione e dal risultato che si desidera ottenere già al momento dello scatto.

Massima qualità con il formato RAW
Se desideri la massima qualità e un controllo completo in post-produzione, il formato RAW è la scelta migliore. Se invece preferisci immagini già pronte all’uso, leggere e ottimizzate direttamente dalla fotocamera, il JPEG rappresenta un’ottima soluzione. Molti fotografi Fujifilm scelgono infine di scattare in RAW+JPEG, così da avere subito un file pronto alla condivisione senza rinunciare alla possibilità di sviluppare il file RAW alla massima risoluzione in un secondo momento.
I JPEG Fujifilm: un punto di forza del sistema X
A differenza di molti altri produttori, Fujifilm è famosa per l’elevata qualità dei file JPEG prodotti direttamente dalla fotocamera. Grazie alle celebri simulazioni pellicola (descritte in dettaglio nella mia guida), è possibile ottenere immagini con colori, contrasto e resa tonale già ottimizzati, spesso senza la necessità di intervenire in post-produzione. Per questo motivo molti fotografi Fujifilm scelgono di scattare in JPEG, soprattutto durante i viaggi, nel reportage e nella street photography.
Perché scegliere il formato RAW
Il formato RAW, invece, registra tutte le informazioni catturate dal sensore della fotocamera, senza applicare una compressione definitiva o un’elaborazione irreversibile. Questo significa poter intervenire in post-produzione con maggiore libertà, recuperando dettagli nelle alte luci e nelle ombre, correggendo il bilanciamento del bianco e ottimizzando colori e contrasto senza compromettere la qualità dell’immagine. È il formato ideale per chi desidera ottenere il massimo dai propri scatti, soprattutto in situazioni di luce complessa o quando è prevista un’elaborazione accurata del file.

Per le Fujifilm X di ultima generazione consiglio queste impostazioni:
- Formato RAW: RAW
- Compressione RAW: Lossless Compressed (senza perdita)
- Profondità colore: 14 bit
- Registrazione: RAW oppure RAW + JPEG
- Simulazione pellicola: a scelta (non modifica il RAW)
- Bilanciamento del bianco: Auto o personalizzato
- Spazio colore: Adobe RGB
- Riduzione rumore e nitidezza: influenzano solo il JPEG
Nota: imposta RAW Lossless Compressed. Otterrai la stessa qualità del RAW con file più leggeri, risparmiando spazio sulla scheda di memoria senza rinunciare alla massima qualità d’immagine.
Quando conviene scattare in RAW+JPEG
Una delle caratteristiche più apprezzate delle fotocamere mirrorless Fujifilm è la possibilità di registrare contemporaneamente RAW e JPEG. In questo modo puoi ottenere subito un file JPEG già ottimizzato con la tua simulazione pellicola preferita, pronto per essere condiviso o consegnato, mantenendo allo stesso tempo il file RAW per eventuali modifiche future. È una soluzione che utilizzo spesso durante viaggi, eventi e reportage, quando desidero la praticità del JPEG senza rinunciare alla massima qualità del RAW.
- Viaggi, per avere subito immagini pronte da condividere
- Street photography, quando velocità e praticità sono fondamentali
- Reportage ed eventi, per consegnare rapidamente alcune fotografie
- Paesaggio, se vuoi conservare anche il RAW per una post-produzione più accurata
- Quando utilizzi le simulazioni pellicola Fujifilm
Come imposto la mia Fujifilm
Dopo diverse prove ho trovato un flusso di lavoro che si adatta alla maggior parte delle situazioni. Normalmente utilizzo il formato RAW Lossless Compressed, che offre la stessa qualità del RAW non compresso con file più leggeri. Quando desidero avere subito immagini pronte da condividere o consegnare, attivo invece la registrazione RAW+JPEG, sfruttando le simulazioni pellicola Fujifilm senza rinunciare alla possibilità di sviluppare successivamente il file RAW.

Quando preferisco il JPEG
Non sempre, infatti, è necessario scattare in RAW. Durante i viaggi, le uscite fotografiche o la street photography utilizzo spesso il JPEG, soprattutto quando sono soddisfatto della resa delle simulazioni pellicola ( e di quelle nuove che ho impostato) e non prevedo interventi importanti in post-produzione. In questi casi avere un file già pronto mi permette di risparmiare tempo e spazio sulla scheda di memoria.
Quando il RAW fa davvero la differenza
Il formato RAW diventa invece indispensabile per paesaggi ad alto contrasto, still life[4], scene in controluce o situazioni in cui prevedo una post-produzione più accurata. La possibilità di recuperare dettagli nelle ombre e nelle alte luci offre un margine di intervento che il JPEG non può garantire.
RAW o JPEG: quale scegliere?
| Se… | Formato consigliato |
|---|---|
| Vuoi la massima qualità d’immagine | RAW – ideale per ottenere il massimo dettaglio e la massima libertà in post-produzione. |
| Vuoi foto già pronte all’uso | JPEG – perfetto per condividere subito le immagini senza ulteriori elaborazioni. |
| Utilizzi le simulazioni pellicola Fujifilm | JPEG – sfrutta al meglio la resa cromatica direttamente in camera. |
| Prevedi una post-produzione accurata | RAW – permette di recuperare esposizione, luci e ombre con maggiore flessibilità. |
| Fotografi paesaggi o scene ad alto contrasto | RAW – ideale per preservare tutta la gamma dinamica del sensore. |
| Fotografia di viaggio o street photography | JPEG oppure RAW+JPEG – velocità operativa e massima praticità. |
| Non vuoi rinunciare a nulla | RAW+JPEG – il miglior compromesso tra qualità, flessibilità e praticità. |
La scelta tra RAW, JPEG e RAW+JPEG dipende solo dal tuo modo di fotografare. Se ami sviluppare ogni scatto nel dettaglio, il RAW rimane la soluzione ideale. Se invece preferisci immagini già pronte e sfruttare le eccellenti simulazioni pellicola Fujifilm, il JPEG è una scelta più che valida. Utilizzo quasi sempre RAW Lossless Compressed oppure RAW+JPEG, perché mi permettono di ottenere il massimo della qualità senza rinunciare alla praticità durante le mie uscite fotografiche.
La mia scelta oggi
Con la Fujifilm X[5]-T5 e la Fujifilm X-T3 scatto quasi sempre in RAW Lossless Compressed oppure in RAW+JPEG. In questo modo posso sfruttare la qualità dei JPEG Fujifilm e, allo stesso tempo, conservare il RAW per eventuali elaborazioni future. È il compromesso che ritengo più pratico ed efficace.
© Marcello Moresco
Percorso della memoria: un’immagine di Camogli durante il tramonto sul mare.
RAW o JPEG con Fujifilm
La scelta tra RAW e JPEG dipende soprattutto dal tuo modo di fotografare. Se desideri ottenere immagini già pronte all’uso, le fotocamere Fujifilm offrono JPEG di qualità eccellente grazie alle simulazioni pellicola, spesso sufficienti anche senza post-produzione. Se invece vuoi il massimo controllo sullo sviluppo delle immagini, il formato RAW rimane la soluzione migliore. Personalmente utilizzo quasi sempre il RAW Lossless Compressed, oppure RAW+JPEG quando desidero avere subito un file pronto da condividere senza rinunciare alla flessibilità del RAW. È un flusso di lavoro che, dopo anni di utilizzo del sistema Fujifilm, considero il miglior compromesso tra qualità, praticità e spazio di archiviazione.
Il mio consiglio è semplice: prova entrambi i formati, sperimenta le simulazioni pellicola e scegli quello che si adatta meglio al tuo stile fotografico. Con Fujifilm non esiste una scelta giusta in assoluto, ma quella che ti permette di fotografare con più piacere e ottenere il risultato che hai in mente.
© Marcello Moresco
Immagini di una giornata di lavoro appena scaricate sul mio MacBook Pro.
Il mio flusso di lavoro con Fujifilm e MacBook Pro
Dopo ogni uscita fotografica non collego la fotocamera al computer, ma estraggo direttamente la scheda SD e la inserisco nel lettore SD integrato del mio MacBook Pro. È una soluzione semplice ma molto veloce, che mi permette di copiare immediatamente tutti i file RAW sul disco interno o su un SSD esterno senza utilizzare cavi o software aggiuntivi.
Preferisco estrarre la scheda SD piuttosto che collegare la fotocamera tramite USB. Oltre a essere più rapido, evito di consumare inutilmente la batteria della fotocamera e posso continuare a fotografare utilizzando una seconda scheda di memoria. È una piccola abitudine che, soprattutto durante i viaggi o le uscite fotografiche più lunghe, rende il mio flusso di lavoro molto più pratico.
© Marcello Moresco
La Fujifilm X100V[6]I una delle fotocamere compatte di successo del brand Fujifilm.
Se sei un appassionato fotografo e in particolare utilizzatore ed estimatore del brand Fujfilm, continua a leggere il mio blog Diario di Bordo, dove troverai sempre articoli utili e aggiornati.
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Conclusioni
La community Fujifilm rappresenta uno degli esempi di come un marchio possa trasformarsi in un punto di riferimento per migliaia di fotografi in tutto il mondo. Dalla nascita della serie X nel 2012 fino agli eventi internazionali, ai creator, ai fotografi ufficiali e alle discussioni sui social, Fujifilm ha costruito un ecosistema in cui la condivisione della passione per la fotografia è diventata parte integrante dell’esperienza. È un luogo di confronto, ispirazione e crescita, dove ogni fotografo può trovare idee, consigli e nuovi stimoli per continuare a raccontare il proprio mondo scattando qualche fotografia.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Il RAW è un formato di file fotografico che contiene i dati grezzi catturati direttamente dal sensore della fotocamera, prima che vengano elaborati dal processore interno della macchina. A differenza di formati compressi come il JPEG, un file RAW conserva una quantità molto maggiore di informazioni relative a colore, luminosità e gamma dinamica, offrendo al fotografo un margine di intervento molto più ampio in fase di post-produzione. Ogni produttore può utilizzare un'estensione proprietaria per i file RAW, come .RAF per Fujifilm, .CR3 per Canon, .NEF per Nikon o .ARW per Sony, anche se il principio di funzionamento rimane lo stesso.
Come funziona il formato RAW
Quando si scatta in RAW, la fotocamera registra il maggior numero possibile di informazioni provenienti dal sensore, applicando un’elaborazione minima all’immagine. Questo significa che parametri come bilanciamento del bianco, contrasto, saturazione e nitidezza non vengono “fissati” in modo definitivo nel file. Il RAW deve essere sviluppato attraverso software dedicati di editing o sviluppo fotografico, come Adobe Lightroom o Capture One, che permettono di interpretare e ottimizzare i dati registrati. Rispetto a un JPEG, un file RAW occupa generalmente più spazio in memoria, ma offre una qualità superiore.
Il ruolo del RAW nella fotografia
Il formato RAW è particolarmente apprezzato dai fotografi professionisti e dagli appassionati evoluti perché consente un controllo molto preciso sull’immagine finale. La maggiore quantità di dati permette di recuperare dettagli nelle ombre e nelle alte luci, correggere dominanti di colore e gestire l’esposizione con minore perdita di qualità. Questo vantaggio è fondamentale in generi fotografici come il paesaggio, il ritratto e la fotografia commerciale, dove qualità e precisione cromatica hanno un ruolo centrale.
RAW e post-produzione
Scattare in RAW significa adottare un flusso di lavoro che include necessariamente la post-produzione. Il file grezzo, infatti, può essere paragonato a un negativo digitale: contiene tutte le informazioni utili, ma richiede uno sviluppo per esprimere appieno il suo potenziale. In fotografia, il RAW non rappresenta soltanto un formato di salvataggio, ma una scelta di controllo creativo che consente al fotografo di mantenere il massimo delle informazioni catturate durante lo scatto.








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