Adobe Adaptive © Adobe
Adobe Adaptive: il profilo pellicola fatto dalla AI di Camera Raw[1] è il nuovissimo profilo studiato da Adobe in grado di migliorare la qualità delle immagini e ottimizzare il flusso di lavoro della tua post-produzione. Risultati davvero incredibili e sempre tutto in gamma. Se naturalmente vuoi saperne di più, leggi l’articolo!
2 concetti chiave dell'articolo
Adobe Adaptive: il profilo pellicola fatto dalla AI
L’ultima versione di Camera Raw (il famoso plugin di Photoshop), include un nuovo profilo, chiamato Adobe Adaptive. A differenza dei profili esistenti, come Adobe Color o Adobe Landscape, questo profilo avanzato interpreta l’immagine su cui lavorerà. Un nuovo modello AI, infatti, analizza la foto e regola i toni e i colori per farli apparire giusti. L’effetto è come se l’AI avesse modificato: esposizione, ombre, luci, miscelatore colore, curve e altri controlli al posto dell’utente, anche se i controlli effettivi rimangono nella loro posizione neutra originale e possono quindi successivamente essere editati a piacere.
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In questa immagine il file Raw “grezzo” e il file “adattato” dal nuovo profilo Adobe.
Nota: il nuovo profilo Adobe Adaptive di Camera Raw funziona con i file Raw di qualsiasi fotocamera digitale supportata da Camera Raw, compresi telefoni, le reflex[2] digitali e le mirrorless. Al momento non è disponibile per JPEG[3], TIFF e altri formati di immagine non Raw.
Come funziona Adobe Adaptive
L’Intelligenza Artificiale è stata addestrata su migliaia di foto modificate a mano di persone, animali domestici, cibo, architettura, mostre[4], automobili, navi, aerei, paesaggi e molti altri soggetti. La collezione di foto comprende vari tipi di illuminazione artificiale, nonché la luce naturale durante le diverse stagioni e ore del giorno. Le immagini sono state esaminate da un team di fotografi per garantire uno stile coerente evitando rendering supponenti con contrasti estremi o scelte cromatiche insolite.
La parte più importante di una macchina fotografica sta sempre dietro ad essa.
(Ansel Adams[5])
Buone fotografie che diventano migliori
Grazie al processo di addestramento, l’Intelligenza Artificiale ha imparato a schiarire leggermente i soggetti, soprattutto se sono in primo piano o in ombra, a regolare localmente il contrasto in modo da far risaltare le persone rispetto agli sfondi, a rendere il cibo più luminoso, più colorato e con un bilanciamento del bianco più freddo rispetto all’illuminazione ambientale, e così via. Adobe Adaptive ha imparato la semantica delle immagini e le regole empiriche per trasformare buone fotografie in fotografie migliori.

© Adobe
In questa fotografia il profilo Adobe Adaptive di Camera Raw ha mantenuto tutto in gamma.
Nota: il profilo Adobe Adaptive funziona sia nella tradizionale modalità SDR (standard dynamic range) sia nella modalità HDR[6] (high dynamic range), recentemente introdotta, dove Adobe Adaptive è in grado di produrre immagini con neri profondi e luci molto brillanti. Sui display compatibili con l’HDR, come lo schermo integrato di un Apple MacBook Pro (modello 2021 o più recente), le foto renderizzate con Adobe Adaptive possono sembrare come se lo schermo fosse una finestra che guarda la scena reale.
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Adobe Adaptive: conclusioni
Questo nuovo profilo Adobe creato in Camera Raw e governato dall’Intelligenza Artificiale è molto utile per post-produrre tutte le tue immagini utilizzando il software Camera Raw (il plugin di Photoshop). È ottimo per migliorare i dettagli delle ombre e per calibrare le alte luci e dai primi test eseguiti, sembra che anche la gamma dinamica dei file prodotti dalla nostra Fujifilm[7] sia migliore. Provare per credere!

© Marcello Moresco
Il profilo Adobe Adaptive applicato ad un’immagine scattata con la Fujifilm X[8]-T3 e il Tamron 11-20mm f2.8.
Nota: per moltissime delle tue immagini scattate, il nuovo profilo Adobe Adaptive produce direttamente un rendering sufficientemente buono per la condivisione o la pubblicazione. Naturalmente, potresti avere in mente un look[9] diverso e, in questi casi potrai ovviamente perfezionare le immagini a tuo piacimento.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Il RAW è un formato di file fotografico che contiene i dati grezzi catturati direttamente dal sensore della fotocamera, prima che vengano elaborati dal processore interno della macchina. A differenza di formati compressi come il JPEG, un file RAW conserva una quantità molto maggiore di informazioni relative a colore, luminosità e gamma dinamica, offrendo al fotografo un margine di intervento molto più ampio in fase di post-produzione. Ogni produttore può utilizzare un'estensione proprietaria per i file RAW, come .RAF per Fujifilm, .CR3 per Canon, .NEF per Nikon o .ARW per Sony, anche se il principio di funzionamento rimane lo stesso.
Come funziona il formato RAW
Quando si scatta in RAW, la fotocamera registra il maggior numero possibile di informazioni provenienti dal sensore, applicando un’elaborazione minima all’immagine. Questo significa che parametri come bilanciamento del bianco, contrasto, saturazione e nitidezza non vengono “fissati” in modo definitivo nel file. Il RAW deve essere sviluppato attraverso software dedicati di editing o sviluppo fotografico, come Adobe Lightroom o Capture One, che permettono di interpretare e ottimizzare i dati registrati. Rispetto a un JPEG, un file RAW occupa generalmente più spazio in memoria, ma offre una qualità superiore.
Il ruolo del RAW nella fotografia
Il formato RAW è particolarmente apprezzato dai fotografi professionisti e dagli appassionati evoluti perché consente un controllo molto preciso sull’immagine finale. La maggiore quantità di dati permette di recuperare dettagli nelle ombre e nelle alte luci, correggere dominanti di colore e gestire l’esposizione con minore perdita di qualità. Questo vantaggio è fondamentale in generi fotografici come il paesaggio, il ritratto e la fotografia commerciale, dove qualità e precisione cromatica hanno un ruolo centrale.
RAW e post-produzione
Scattare in RAW significa adottare un flusso di lavoro che include necessariamente la post-produzione. Il file grezzo, infatti, può essere paragonato a un negativo digitale: contiene tutte le informazioni utili, ma richiede uno sviluppo per esprimere appieno il suo potenziale. In fotografia, il RAW non rappresenta soltanto un formato di salvataggio, ma una scelta di controllo creativo che consente al fotografo di mantenere il massimo delle informazioni catturate durante lo scatto.








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