Il colore Fujifilm[1] non è quello che pensi
Se chiedi a un fotografo perché ha scelto Fujifilm, probabilmente ti risponderà con una sola parola: i colori. È diventato quasi un luogo comune. Ma dopo anni passati a fotografare con Fujifilm, sono arrivato a una conclusione diversa: il famoso “colore Fujifilm” non dipende soltanto dalle simulazioni pellicola. Secondo me, il vero segreto è un altro. Ed è proprio quello che rende l’esperienza Fujifilm così diversa da qualsiasi altra fotocamera. Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo!
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Il mito dei colori Fujifilm
Quando si parla di Fujifilm, la prima cosa che si sente dire è sempre la stessa: “Ha dei colori fantastici.” È vero, ma questa affermazione racconta solo una parte della storia. Molti pensano che il merito sia delle simulazioni pellicola, come Classic Chrome, Velvia o Acros. In realtà, dopo anni di fotografia con Fujifilm, mi sono convinto che il vero punto di forza non sia una semplice impostazione della fotocamera. Le simulazioni aiutano, certo, ma il “colore Fujifilm” nasce soprattutto dal modo in cui questa fotocamera ti porta a osservare la scena e vivere la fotografia.
© Marcello Moresco
Un’immagine scattata con il profilo Classic Chrome e il Fujinon XF 35mm f/1.4 R.
Perché tutti parlano dei colori Fujifilm
La fama dei colori Fujifilm non è nata per caso. Negli anni, migliaia di fotografi hanno iniziato a condividere immagini con un look[2] riconoscibile, alimentando l’idea che bastasse acquistare una Fujifilm per ottenere fotografie più belle. Le simulazioni pellicola hanno sicuramente contribuito a questo successo, perché permettono di ottenere JPEG[3] molto piacevoli già in fase di scatto. Non è un caso che molte persone scelgano Fujifilm ancora prima di provarla, attirate proprio dalla promessa di colori unici e da uno stile fotografico immediatamente riconoscibile.
Le pellicole Fujifilm che hanno ispirato le simulazioni
Le simulazioni pellicola Fujifilm non sono nomi inventati per il marketing. Molte prendono ispirazione dalle celebri pellicole analogiche prodotte dall’azienda tra gli anni ’80 e 2000, utilizzate da fotografi professionisti e appassionati in tutto il mondo.
| Pellicola | Caratteristiche principali |
|---|---|
| Fujichrome Velvia | Pellicola diapositiva famosa per colori molto saturi, forte contrasto e resa ideale per paesaggi e fotografia naturalistica[4]. |
| Fujichrome Provia | Diapo[5]sitiva dal look naturale ed equilibrato, considerata per anni la pellicola di riferimento per molti fotografi professionisti. |
| Fujichrome Astia | Contrasto[6] morbido e tonalità delicate, particolarmente apprezzata per ritratto, moda e incarnati naturali. |
| Fujicolor Pro 400H | Pellicola negativa professionale con ampia latitudine di posa, colori morbidi e ottima resa degli incarnati. |
| Fujicolor Superia | Pellicola colore molto diffusa tra gli appassionati, caratterizzata da colori vivaci e grande versatilità. |
| Neopan Acros 100 | Pellicola in bianco e nero con grana finissima, elevata nitidezza e una ricca gamma tonale. |
Nota: le moderne simulazioni pellicola non rappresentano una riproduzione perfetta delle emulsioni originali, ma ne reinterpretano il carattere cromatico e la resa tonale per offrire un’esperienza fotografica che richiama l’estetica della pellicola analogica.
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SCOPRI IL WORKSHOP[8]Le simulazioni pellicola sono solo l’inizio
Quando ho acquistato la mia prima Fujifilm, anch’io ero affascinato dalle simulazioni pellicola. Tanto da realizzare questa guida competa ai profili pellicola Fujifilm. Classic Chrome, Provia, Acros, Velvia: ognuna ha una personalità ben definita e permette di ottenere immagini molto piacevoli già in JPEG. Con il tempo, però, ho capito che non erano loro il vero motivo per cui continuavo a scegliere Fujifilm.
La simulazione pellicola non crea una bella fotografia. Ti aiuta a immaginarla ancora prima di scattare.
(Marcello Moresco)
La mia esperienza con i colori Fujifilm
Non esiste una formula magica per ottenere il “look Fujifilm”. Ho capito che molte cose che consideravo fondamentali lo erano molto meno di quanto pensassi. Questa tabella riassume il mio punto di vista.
| Molti pensano che… | La mia esperienza |
|---|---|
| Il colore dipende dalle simulazioni pellicola. | Le simulazioni sono un ottimo punto di partenza, ma non sono il vero segreto. |
| Basta usare Classic Chrome. | Classic Chrome aiuta, ma luce, composizione e momento fanno la differenza. |
| Il JPEG fa tutto da solo. | La fotocamera è uno strumento: la fotografia nasce sempre dall’occhio del fotografo. |
| Serve l’ultima Fujifilm. | Continuo a fotografare con la mia X-T3 perché conta molto più l’esperienza che il modello. |
| Il colore è solo una questione tecnica. | Per me il vero “colore Fujifilm” nasce dal piacere di fotografare. |
Il vero colore Fujifilm è nella fotografia
La differenza, secondo me, è rallentare. Non pensi più a correggere tutto in post-produzione, ma inizi a osservare la luce, aspettare il momento giusto e comporre meglio l’immagine. È un approccio che ricorda molto la fotografia analogica: prima di premere il pulsante sai già quale atmosfera vuoi ottenere. Il “colore Fujifilm” non è soltanto una resa cromatica. È il risultato di un modo diverso di fotografare.
© Marcello Moresco
La mia Fujifilm X[9]-T3 e, montato ad arte, il Pentax SMC 50mm[10] F/1.7.
Perché continuo a scegliere Fujifilm
Continuo ad usare la mia Fujifilm X-T3. Non perché abbia il sensore migliore o l’autofocus[11] più evoluto, ma perché ogni volta che la porto con me mi viene voglia di fotografare. Uso spesso Classic Chrome e, per i RAW[12], ho persino creato un preset ispirato al look Leica. Ma ho capito che il preset migliore non è quello con i colori perfetti: è quello che mi spinge a uscire di casa con la fotocamera al collo.
All’inizio cambiavo continuamente simulazione pellicola. Poi mi sono accorto che le fotografie che preferivo avevano una cosa in comune: non erano nate da un preset, ma dal tempo che avevo dedicato a osservare la luce e aspettare il momento giusto. Da quel momento ho iniziato a preoccuparmi meno dei menu della fotocamera e molto di più di ciò che avevo davanti all’obiettivo.
- Fujifilm X-T3 o X-T5 come fotocamera principale
- Classic Chrome è la simulazione pellicola che utilizzo più spesso
- Preset RAW personale ispirato al look Leica
- Ottiche manuali per fotografare con più calma e attenzione
- La voglia di uscire a fotografare vale più di qualsiasi specifica tecnica
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Qual è il vero segreto dei colori Fujifilm?
Se qualcuno mi chiedesse oggi qual è il segreto dei colori Fujifilm, non parlerei di sensori, profili colore o simulazioni. Risponderei che il segreto è un altro: Fujifilm ti fa venire voglia di fotografare. E quando hai voglia di fotografare, anche le tue immagini iniziano ad avere un colore tutto loro.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Gli obiettivi Fujinon sono prodotti da Fujifilm per fotocamere mirrorless della serie X e GFX. Si distinguono per l’elevata qualità ottica, la nitidezza e la resa cromatica. La gamma Fujinon comprende obiettivi intercambiabili per tutte le mirrorless, oltre a lenti professionali per il cinema e la televisione, apprezzate per il controllo preciso della messa a fuoco e della profondità di campo. In tutte le linee, gli obiettivi Fujinon si caratterizzano per la costruzione solida e affidabile, la riduzione delle aberrazioni ottiche e una resa cromatica naturale, che li rende adatti sia ai fotografi professionisti sia agli appassionati.











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