Un lampo di genio ha guidato Philippe Halsman: fotografo ritrattista di fama mondiale in mostra[1] a Palazzo Reale dal 15 giugno al 1° settembre. Ho avuto l’occasione di fare qualche scatto a questo imperdibile evento con la mia mirrorless Fujifilm X[2]-E4 e anche questa volta, cerco di raccontarti per immagini e parole una storia che forse non conosci. Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo!
Il lampo di genio è in mostra a Palazzo Reale
Dopo le immagini del grande Brassaï, sono ancora una volta in Piazza del Duomo a Milano. Naturalmente la destinazione è Palazzo Reale che questa volta presenta in esclusiva “Philippe Halsman. Lampo di genio”. Considero questa location ideale per una mostra fotografica di tale portata e ringraziando il Comune di Milano e Civita Art che mi hanno gentilmente invitato, consiglio a tutti di non mancare. Avete tempo fino al 1° settembre 2024 per godervi le immagini di uno dei più grandi ritrattisti della storia della fotografia. In mostra oltre 100 stampe fotografiche, video e inediti materiali.
3 concetti chiave dell'articolo
Philippe Halsman – Lampo di genio
Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12 – Milano
dal 15 giugno al 1° settembre 2024
© Marcello Moresco
La fotografia: rifugio di un passato doloroso
Philippe Halsman è un nome che rieccheggia dal secolo scorso come un’icona di ingegno e innovazione nel mondo della fotografia. Nato nel 1906 a Riga, in Lettonia, Halsman crebbe in un ambiente influenzato da una vibrante cultura e dall’intellettualismo. La sua vita, però, prese una svolta drammatica all’età di 22 anni quando si trovò intrappolato in una tragedia familiare e in un processo giudiziario che avrebbe potuto segnare la fine della sua carriera ancor prima che iniziasse.
Alcune immagini realizzate con il Fujinon XF 16mm f1.4 R WR
Obiettivo grandangolare del sistema mirrorless APS-C Fujifilm X, questo 16mm (che su full frame corrisponde ad un 24 mm), è la lente ideale per realizzare immagini di questo tipo. Scatti tra i 250 e i 1600 ISO[3] generalmente ad f2.8 e post produzione in Photoshop + Camera Raw[4].
Il lampo di genio di Philippe Halsman stupisce piacevolmente i visitatori della mostra.
Una morte misteriosa
Durante una vacanza sulle Alpi austriache con suo padre, quest’ultimo morì in circostanze misteriose, e Philippe fu accusato di omicidio. Nonostante le prove circostanziali e la sua insistente dichiarazione di innocenza, fu condannato a quattro anni di lavori forzati. La comunità intellettuale di Riga, riconoscendo il suo talento e il possibile errore giudiziario, si mobilitò a suo favore. Dopo svariati appelli e una crescente pressione internazionale, Halsman fu infine rilasciato.
© Marcello Moresco
Milano: un allestimento ineccepibile per Philippe Halsman a Palazzo Reale.
Ritratti memorabili: l’essenza della personalità
Arrivato a Parigi nel 1930, con pochi averi e un passato doloroso alle spalle, Halsman trovò rifugio nell’arte della fotografia. Qui, la sua carriera prese davvero il volo. Collaborò con artisti di fama mondiale, tra cui Salvador Dalí, con il quale sviluppò una lunga e fruttuosa partnership artistica.
© Philippe Halsman | Magnum Photos[5]
Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’universo.
(Salvador Dalì)
© Marcello Moresco
Due fotografie che testimoniano la collaborazione di Halsman con Salvador Dalì.
Dall’Europa agli Stati Uniti
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la situazione in Europa divenne talmente insostenibile per Halsman, di origine ebraica, che fu costretto ad emigrare negli Stati Uniti. Qui la sua carriera raggiunse nuovi vertici. Philippe Halsman divenne, infatti, uno dei fotografi più ricercati, realizzando oltre 101 copertine per la rivista Life. Halsman aveva un talento particolare per catturare l’essenza delle personalità che fotografava, risultando in ritratti memorabili di figure come Albert Einstein, Marilyn Monroe, e Alfred Hitchcock.
Jumpology: le fotografie delle persone che saltano
Uno degli aspetti più innovativi del lavoro di Halsman fu la sua tecnica del “jumpology”, secondo cui fotografava le persone mentre saltavano, sostenendo che in quel momento di abbandono e gioia spontanea, le maschere sociali cadevano, rivelando così il vero io della persona.
© Marcello Moresco
Jumpology: a destra Marylin Monroe, mentre a sinistra Audrey Hepburn.
Lampo di genio: conclusioni
Philippe Halsman non è stato solo un grande fotografo, ma anche un narratore visivo. La sua vita e la sua arte sono esempi di resilienza, di reinvenzione e di una ricerca instancabile della bellezza e della verità attraverso l’obiettivo. La sua eredità continua a ispirare fotografi e artisti in tutto il mondo, testimoniando il potere dell’arte di superare le avversità e di trasformare il dolore in bellezza.
Scatti in bianco e nero con il grandangolo Fujifilm
Scattare a colori è una prerogativa di tutte le fotocamere digitali; è successivamente che realizzerai un file in bianco e nero. Con la tua Fujifilm[6], invece, puoi anche scattare direttamente in jpeg[7] utilizzando i profili pellicola (di cui ti ho parlato in dettaglio in questo articolo) Acros e Monochrome. In questo caso però, i file delle immagini sono stati scattati in Raw e poi post-prodotti utilizzando Photoshop + Camera Raw.
La resa del Fujinon XF 16mm f1.4 R WR è spettacolare anche sulle immagini in bianco e nero.
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Gli obiettivi Fujifilm in mostra a Milano
Il lampo di genio in casa Fujifilm, invece, è sempre lui: il Fujinon XF 16mm f1.4 R WR. Un obiettivo grandangolare che è molto indicato per questo tipo di fotografie in interni (mostre, eventi, concerti) e di cui ho già approfondito alcuni dettagli in questo articolo del blog. Un obiettivo che adoro e di cui non mi stancherò mai di decantarne i pregi, che anche oggi mi ha regalato queste belle immagini.
Caratteristiche tecniche del Fujinon XF 16mm f1.4 R WR
- Lunghezza focale: 16mm
- Angolo di visione: 83.2° (24mm su full frame)
- Formato: APS-C
- Apertura massima: f1.4
- Numero di lenti: 13 lenti in 11 gruppi
- Distanza[8] minima di messa a fuoco: 15 cm
- Rapporto di ingrandimento: 0.21x

Nota: se ancora non conosci il sistema mirrorless APS-C Fujifilm X, tieni conto che rispetto ad una fotocamera full frame, il rapporto di moltiplicazione è di 1.5 e quindi, tutte le focali degli obiettivi Fuji vanno moltiplicate x 1.5. In questo caso, il 16mm f1.4 R WR (dove la sigla WR sta per obiettivo tropicalizzato) corrisponde ad un obiettivo grandangolare di 24 mm nel classico formato full frame.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
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Le mostre fotografiche sono esposizioni nelle quali vengono presentate al pubblico fotografie selezionate e organizzate secondo un tema, un progetto o un percorso narrativo. Possono raccogliere opere di un singolo fotografo oppure di più autori e possono avere finalità artistiche, documentarie, culturali o divulgative.
Il ruolo delle mostre nella fotografia
Una mostra permette di osservare le fotografie nel loro formato fisico e all'interno di un contesto progettato, mettendo in relazione immagini, spazio espositivo, sequenza e allestimento. Le esposizioni fotografiche possono affrontare temi molto diversi, dalla ricerca personale alla fotografia documentaria, dall'arte contemporanea ai temi sociali, culturali e ambientali.
Mostre fotografiche e pubblico
Visitare una mostra fotografica rappresenta un'occasione per conoscere autori, linguaggi e progetti fotografici, ma anche per osservare direttamente le caratteristiche delle stampe, dei formati e delle tecniche utilizzate. Ho raccolto alcune delle mostre fotografiche e d'arte che ho avuto modo di documentare nell'articolo dedicato alle mostre fotografiche a Milano e non solo.
Un Fujifilm X-Photographer è un fotografo professionista selezionato direttamente da Fujifilm per rappresentare il marchio attraverso il proprio lavoro. Gli X-Photographer collaborano con l'azienda partecipando a eventi, workshop, presentazioni e progetti fotografici, contribuendo a mostrare le potenzialità delle fotocamere e degli obiettivi del sistema Fujifilm X Series e GFX.
Come si diventa Fujifilm X-Photographer
Non è previsto un programma di candidatura pubblica. I fotografi vengono scelti direttamente da Fujifilm in base alla qualità del portfolio, all'esperienza professionale, allo stile fotografico e al contributo offerto alla comunità fotografica.
Cosa fa un Fujifilm X-Photographer
Un Fujifilm X-Photographer realizza servizi fotografici, partecipa a workshop, eventi e attività formative, collaborando con Fujifilm nella promozione della cultura fotografica e nella presentazione dei nuovi prodotti. Gli X-Photographer sono fotografi professionisti scelti da Fujifilm per il loro percorso artistico e professionale. I Fujifilm Creator, invece, producono principalmente contenuti digitali per il web e i social media, con un ruolo orientato alla comunicazione online.
Gli ISO sono un parametro che indica la sensibilità del sensore della fotocamera alla luce. Insieme a tempo di scatto e diaframma, rappresentano uno dei tre elementi fondamentali che determinano l’esposizione di un’immagine.
Come funzionano gli ISO
La regolazione degli ISO influisce direttamente sulla quantità di luce necessaria per ottenere una corretta esposizione:
- ISO bassi (es. 100–200) - minore sensibilità alla luce, maggiore qualità dell’immagine
- ISO alti (es. 1600 e oltre) - maggiore sensibilità alla luce, utile in condizioni di scarsa illuminazione
ISO e qualità dell’immagine
La scelta del valore ISO influisce direttamente sulla qualità finale della fotografia. Un ISO più alto permette di scattare in situazioni di luce difficile, ma può introdurre una perdita di dettaglio e una maggiore granulosità dell’immagine. Per questo motivo, nella pratica fotografica si cerca generalmente di mantenere gli ISO il più bassi possibile, compatibilmente con le condizioni di scatto.
Il ruolo degli ISO nell’esposizione
Gli ISO non modificano solo la luminosità dell’immagine, ma intervengono anche sull’equilibrio complessivo dell’esposizione. La loro gestione, insieme a tempo di scatto e diaframma, permette al fotografo di controllare sia l’aspetto tecnico che quello creativo.
Il RAW è un formato di file fotografico che contiene i dati grezzi catturati direttamente dal sensore della fotocamera, prima che vengano elaborati dal processore interno della macchina. A differenza di formati compressi come il JPEG, un file RAW conserva una quantità molto maggiore di informazioni relative a colore, luminosità e gamma dinamica, offrendo al fotografo un margine di intervento molto più ampio in fase di post-produzione. Ogni produttore può utilizzare un'estensione proprietaria per i file RAW, come .RAF per Fujifilm, .CR3 per Canon, .NEF per Nikon o .ARW per Sony, anche se il principio di funzionamento rimane lo stesso.
Come funziona il formato RAW
Quando si scatta in RAW, la fotocamera registra il maggior numero possibile di informazioni provenienti dal sensore, applicando un’elaborazione minima all’immagine. Questo significa che parametri come bilanciamento del bianco, contrasto, saturazione e nitidezza non vengono “fissati” in modo definitivo nel file. Il RAW deve essere sviluppato attraverso software dedicati di editing o sviluppo fotografico, come Adobe Lightroom o Capture One, che permettono di interpretare e ottimizzare i dati registrati. Rispetto a un JPEG, un file RAW occupa generalmente più spazio in memoria, ma offre una qualità superiore.
Il ruolo del RAW nella fotografia
Il formato RAW è particolarmente apprezzato dai fotografi professionisti e dagli appassionati evoluti perché consente un controllo molto preciso sull’immagine finale. La maggiore quantità di dati permette di recuperare dettagli nelle ombre e nelle alte luci, correggere dominanti di colore e gestire l’esposizione con minore perdita di qualità. Questo vantaggio è fondamentale in generi fotografici come il paesaggio, il ritratto e la fotografia commerciale, dove qualità e precisione cromatica hanno un ruolo centrale.
RAW e post-produzione
Scattare in RAW significa adottare un flusso di lavoro che include necessariamente la post-produzione. Il file grezzo, infatti, può essere paragonato a un negativo digitale: contiene tutte le informazioni utili, ma richiede uno sviluppo per esprimere appieno il suo potenziale. In fotografia, il RAW non rappresenta soltanto un formato di salvataggio, ma una scelta di controllo creativo che consente al fotografo di mantenere il massimo delle informazioni catturate durante lo scatto.
Magnum Photos è una delle più prestigiose agenzie fotografiche al mondo. Fondata nel 1947 da fotografi come Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David “Chim” Seymour, è diventata nel tempo un punto di riferimento fondamentale per la fotografia documentaria e il fotogiornalismo.
Una cooperativa indipendente
Nata come cooperativa indipendente, ha rivoluzionato il fotogiornalismo permettendo ai fotografi di mantenere i diritti sulle proprie immagini. Nel corso della sua storia ha documentato alcuni dei più importanti eventi del Novecento e ha contribuito a definire il linguaggio della fotografia documentaria. Magnum Photos rappresenta un punto di riferimento per fotografi, reporter e appassionati di fotografia di tutto il mondo.
Documentare la storia
Nel corso della sua storia, Magnum ha documentato alcuni dei più importanti eventi del Novecento attraverso lo sguardo dei suoi fotografi. Il suo archivio rappresenta oggi una straordinaria testimonianza della storia politica, sociale e culturale contemporanea. Il lavoro dei fotografi Magnum ha contribuito a definire e sviluppare il linguaggio della fotografia documentaria, del fotogiornalismo e, più in generale, della Street Photography, unendo attenzione alla realtà, ricerca personale e forte capacità narrativa.
Gli obiettivi Fujinon sono prodotti da Fujifilm per fotocamere mirrorless della serie X e GFX. Si distinguono per l’elevata qualità ottica, la nitidezza e la resa cromatica. La gamma Fujinon comprende obiettivi intercambiabili per tutte le mirrorless, oltre a lenti professionali per il cinema e la televisione, apprezzate per il controllo preciso della messa a fuoco e della profondità di campo. In tutte le linee, gli obiettivi Fujinon si caratterizzano per la costruzione solida e affidabile, la riduzione delle aberrazioni ottiche e una resa cromatica naturale, che li rende adatti sia ai fotografi professionisti sia agli appassionati.
Il JPEG (Joint Photographic Experts Group) è uno dei formati di immagine più utilizzati nella fotografia digitale, sul web e nella grafica. La sua caratteristica principale è l'utilizzo di una compressione con perdita di dati (lossy), che riduce le dimensioni del file eliminando parte delle informazioni dell'immagine.
Come funziona la compressione JPEG
Il livello di compressione può essere modificato in fase di salvataggio. Una compressione maggiore produce file più leggeri, ma può comportare una maggiore perdita di dettaglio e la comparsa di artefatti visivi, soprattutto nelle aree con texture fini, bordi netti o variazioni cromatiche. Una compressione più contenuta permette invece di mantenere una qualità visiva superiore, producendo però file di dimensioni maggiori.
JPEG nella fotografia digitale
Il JPEG è particolarmente diffuso perché offre un buon compromesso tra qualità dell'immagine e dimensione del file. È supportato praticamente da tutti i dispositivi e software di visualizzazione e viene utilizzato frequentemente per fotografie destinate al web, alla condivisione online, alla stampa e all'archiviazione di uso quotidiano. A differenza del RAW, il JPEG contiene un'immagine già elaborata dalla fotocamera e offre quindi meno margine per interventi importanti in post-produzione.
L'iperfocale (distanza iperfocale) in fotografia è una distanza specifica alla quale è possibile mettere a fuoco un soggetto in modo che l'area di messa a fuoco si estenda dal punto di messa a fuoco fino all'infinito. In altre parole, quando si mette a fuoco all'iperfocale, si ottiene la massima profondità di campo possibile, con gli oggetti sia vicini che lontani che risultano nitidi. L'uso dell'iperfocale è particolarmente utile in fotografia paesaggistica o in situazioni in cui si desidera una grande profondità di campo, come quando si cerca di ottenere un'immagine nitida dal primo piano fino all'orizzonte.



















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