Milano Museo Diocesano – Migrant Mother © 1936 The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
La grande fotografia in mostra[1] al Museo Diocesano di Milano: dal 15 maggio al 19 ottobre 2025 è in mostra fotografica Dorothea Lange, una delle figure più emblematiche della fotografia documentaristica del Novecento e una una delle più grandi fotoreporter della storia della fotografia. Per saperne di più, leggi l’articolo!
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Milano Museo Diocesano: Dorothea Lange in mostra
“L’immagine è il percorso della memoria” e se si tratta di memoria fotografica storica, è Dorothea Lange che diventa la protagonista al Museo Diocesano a Milano con una mostra a lei dedicata. Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino presenta la mostra Dorothea Lange, a cura di Walter Guadagnini e Monica Poggi, che attraverso un centinaio di scatti celebra la fotografa americana a 135 anni dalla sua nascita.
Dorothea Lange
Milano Museo Diocesano (Chiostri di Sant’Eustorgio)
dal 15 maggio 2025 al 19 ottobre 2025
A cura di W. Guadagnini, M. Poggi
Negozio di campagna © 1936 The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Un’immagine di Dorothea Lange che racconta la grande depressione degli anni ’30.
La fotografia che racconta storie vere
Dorothea Lange è stata una fotografa statunitense conosciuta soprattutto per il suo lavoro durante la Grande Depressione negli anni ’30. Il suo stile era documentaristico: usava la fotografia per raccontare storie vere, spesso difficili, e mettere in luce la condizione dei più poveri e degli emarginati.
Migrant Mother
Uno dei suoi scatti più famosi è “Migrant Mother” (immagine sopra), che ritrae una madre con i suoi figli, esausta e preoccupata, in un campo di raccolta in California. Questa foto è diventata un simbolo della sofferenza e della resilienza di quell’epoca. Dorothea Lange lavorava spesso per il governo americano, documentando le difficili condizioni di contadini, lavoratori migranti e vittime della crisi economica, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere per un cambiamento sociale.
Tre immagini realizzate da Dorothea Lange che testimoniano il periodo storico della Grande Depressione.
Nota: Dorothea Lange era una persona molto attenta alla dignità delle persone che fotografava e cercava di raccontarne l’umanità, non solo la povertà. La sua opera ha avuto un impatto duraturo sulla fotografia sociale e sul modo in cui raccontiamo le ingiustizie attraverso le immagini.
La macchina fotografica è uno strumento che insegna come vedere senza la macchina.
(Dorothea Lange)
Dalla Grande Depressione alla Seconda Guerra Mondiale
Dopo la Grande Depressione, Dorothea Lange continuò il suo lavoro come fotografa documentarista, mantenendo sempre un forte impegno civile e sociale. Durante la Seconda guerra mondiale, le fu affidato un incarico dal governo degli Stati Uniti per documentare l’internamento forzato dei cittadini nippo-americani. Scattò immagini che mostravano la dignità e la tristezza dei prigionieri.
Nota: Dorothea Lange è morta nel 1965, ma il suo lavoro è ancora oggi un punto di riferimento per chi crede che la fotografia possa essere uno strumento di giustizia e cambiamento sociale. Dorothea Lange utilizzava principalmente una fotocamera Graflex all’inizio della sua carriera. Tuttavia, durante il suo lavoro per la Farm Security Administration (FSA) negli anni ’30, passò all’uso della Graflex Super D e di altre fotocamere di medio formato come la Rolleiflex.
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Co-fondatrice della rivista Aperture
Dorothea Lange collaborò anche con la rivista Life e viaggiò in diversi paesi, tra cui Vietnam, Pakistan e India, per raccontare realtà lontane al pubblico americano. Nonostante la salute cagionevole continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita. Nel 1952 fu tra i fondatori della rivista fotografica Aperture, contribuendo a dare dignità artistica e intellettuale alla fotografia documentaristica. Poco prima della sua morte, il MoMA di New York organizzò una retrospettiva, riconoscendone tutto il suo valore.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Le mostre fotografiche sono esposizioni nelle quali vengono presentate al pubblico fotografie selezionate e organizzate secondo un tema, un progetto o un percorso narrativo. Possono raccogliere opere di un singolo fotografo oppure di più autori e possono avere finalità artistiche, documentarie, culturali o divulgative.
Il ruolo delle mostre nella fotografia
Una mostra permette di osservare le fotografie nel loro formato fisico e all'interno di un contesto progettato, mettendo in relazione immagini, spazio espositivo, sequenza e allestimento. Le esposizioni fotografiche possono affrontare temi molto diversi, dalla ricerca personale alla fotografia documentaria, dall'arte contemporanea ai temi sociali, culturali e ambientali.
Mostre fotografiche e pubblico
Visitare una mostra fotografica rappresenta un'occasione per conoscere autori, linguaggi e progetti fotografici, ma anche per osservare direttamente le caratteristiche delle stampe, dei formati e delle tecniche utilizzate. Ho raccolto alcune delle mostre fotografiche e d'arte che ho avuto modo di documentare nell'articolo dedicato alle mostre fotografiche a Milano e non solo.










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