Robert Capa: il miliziano in mostra[1] al Diocesano di Milano © Marcello Moresco
Tantissimo pubblico alla mostra di Robert Capa al Diocesano.
La mostra dedicata a Robert Capa al Museo Diocesano di Milano nel 2024 torna oggi più attuale che mai, alla luce dei conflitti contemporanei e delle nuove tecnologie che stanno ridefinendo il modo di raccontare la guerra. Attraverso oltre 300 fotografie e riletture moderne, il percorso espositivo ha offerto uno sguardo potente e necessario sulla storia e sul presente. Vuoi saperne di più? leggi l’articolo!
3 concetti chiave dell'articolo
In un momento storico in cui i conflitti tornano a occupare le cronache internazionali e ridefiniscono gli equilibri globali, il lavoro di Robert Capa assume una rinnovata urgenza e attualità. Le sue immagini non sono soltanto testimonianze del passato, ma strumenti potenti per comprendere il presente: raccontano la fragilità umana, il caos e il coraggio che ancora oggi caratterizzano ogni scenario di guerra. In un contesto globale segnato da tensioni crescenti e crisi diffuse, tornare a osservare il suo sguardo significa interrogarsi non solo sulla storia, ma anche sulla nostra contemporaneità.
Le foto perdute di Robert Capa
24 novembre 2024 – fotografo americano Phillip Toledano, ha utilizzato l’intelligenza artificiale per ricreare immagini perdute di Robert Capa relative allo sbarco in Normandia del D-Day, avvenuto il 6 giugno 1944. Capa scattò quattro rullini fotografici durante l’evento, ma un incidente in camera oscura distrusse quasi tutte le fotografie, lasciando solo 11 immagini leggibili. Questi scatti, pur danneggiati, sono diventati iconici per rappresentare il caos e l’umanità della guerra.
© Marcello Moresco
Tantissime immagini in mostra che documentano il percorso fotografico di Robert Capa.
Robert Capa mostra al Diocesano di Milano
Ringrazio il Museo Diocesano di Milano e, in particolare, Anna DeFrancesco, (ufficio stampa) per avermi dato questa bella opportunità: poter ammirare le opere di Robert Capa in mostra, documentando con qualche scatto e la mia Fujifilm X[2]-E4 questo evento che ti invito a non perdere. Se sei un appassionato di fotografia, qui trovi qualche immagine del “miliziano” da me scattata che ha fatto la storia!
Robert Capa. L’opera 1932-1954
Dal 14-05-2024/ 13-10-2024
Museo Diocesano – Martedì-Domenica: 10:00-18.00
Mostra a cura di G. Bauret
Fotografie in bianco e nero meravigliose: il percorso della memoria.
Se le vostre foto non sono abbastanza buone, vuol dire che non siete abbastanza vicino.
(Robert Capa)
Robert Capa: vita, carriera e la nascita di Magnum Photos
Robert Capa, il cui vero nome era Endre Ernő Friedmann, è stato un famoso fotografo di guerra ungherese, nato il 22 ottobre 1913 a Budapest e morto il 25 maggio 1954 in Vietnam. Capa è noto soprattutto per le sue fotografie di guerra, che documentano con intensità emotiva e drammatica alcuni dei conflitti più significativi del XX secolo. Nel 1947, assieme ad altri fotografi come Henri Cartier-Bresson e George Rodger, ha fondato l’agenzia fotografica Magnum Photos[3].
© Marcello Moresco
Tra le tante guerre che Robert Capa ha documentato, il Vietnam.
Un approccio coraggioso
Lo stile di Capa è caratterizzato da un forte senso di immediatezza e coinvolgimento. Le sue fotografie sono spesso ravvicinate e intense, trasmettendo la realtà cruda della guerra. La sua famosa citazione, “Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino” (“If your pictures aren’t good enough, you’re not close enough”), riflette il suo approccio coraggioso e personale alla fotografia.
Tra le curiosità in mostra alcune riviste dell’epoca con le immagini di Roberta Capa.
Robert Capa è ricordato come uno dei più grandi fotografi di guerra di tutti i tempi. La sua grande capacità di catturare l’umanità e l’orrore dei conflitti ha avuto un impatto duraturo sulla fotografia documentaristica e sul foto-giornalismo. Robert Capa rimane una figura iconica, la cui opera continua a influenzare e ispirare fotografi professionisti e appassionati di tutto il mondo.
300 immagini al Diocesano
Robert Capa ci lascia in eredità una grandissima testimonianza: 300 immagini in bianco e nero di grande valore artistico che raccontano la storia. Le guerre a cui Capa ha partecipato e i sui innumerevoli viaggi sono un esempio di come l’immagine sia il “percorso della memoria”. Una mostra fotografica da non perdere che, da subito, si rivela un grande successo di pubblico di tutte le età.
© Marcello Moresco
Grande interesse del pubblico per gli scatti unici di Robert Capa.
Gli obiettivi Fujifilm utilizzati per gli scatti
Gli obiettivi Fuji X che utilizzo per questo tipo di foto reportage sono i grandangolari come il Fuji 16mm f1.4 R WR, di cui ho già parlato in questo articolo: Mostre a Palazzo Reale. Questa volta però, al Fuji 16mm, ho affiancato una lente che non ha bisogno di molte presentazioni: il Fuji 23mm f1.4 R (un 35mm in formato full frame). Entrambi gli obiettivi dalla luminosità di f1.4 hanno la particolarità di avere un meccanismo tale per cui, se desideri utilizzare la messa a fuoco manuale, puoi farlo semplicemente cliccando sulla ghiera di messa a fuoco. Un’opzione comodissima per chi ama la MAF[4] manuale.
Tra gli oggetti preziosi in mostra, una copia del libro di Steinbeck illustrato da Robert Capa.
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Le foto della mostra in bianco e nero
Per realizzare le immagini di questo personale foto reportage, ho preso spunto dalle meravigliose fotografie di Robert Capa tutte realizzate in bianco e nero. Scattando prima a colori con un profilo pellicola neutro (naturalmente in formato raw[5]), ho poi scelto un profilo in bianco e nero e ho convertito tutte le immagini (calibrando per ciascuna toni, luminosità e contrasti, naturalmente) usando Photoshop e Camera Raw.
© Marcello Moresco
È straordinario vedere dei bambini, partecipare con entusiasmo e grande interesse.
Nota: tutti i possessori di fotocamere mirrorless Fujifilm[6] conoscono i profili pellicola (20 profili sulle nuove fotocamere come la X-T50), ma forse pochi ancora sanno che dal 2024 è online un sito dedicato, con una gallery dei Fuji X phoographers e tutte le info tecniche sulle “ricette”. Dei profili pellicola ne ho parlato in maniera molto approfondita con veri e propri test in questo articolo del blog:
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Le mostre fotografiche sono esposizioni nelle quali vengono presentate al pubblico fotografie selezionate e organizzate secondo un tema, un progetto o un percorso narrativo. Possono raccogliere opere di un singolo fotografo oppure di più autori e possono avere finalità artistiche, documentarie, culturali o divulgative.
Il ruolo delle mostre nella fotografia
Una mostra permette di osservare le fotografie nel loro formato fisico e all'interno di un contesto progettato, mettendo in relazione immagini, spazio espositivo, sequenza e allestimento. Le esposizioni fotografiche possono affrontare temi molto diversi, dalla ricerca personale alla fotografia documentaria, dall'arte contemporanea ai temi sociali, culturali e ambientali.
Mostre fotografiche e pubblico
Visitare una mostra fotografica rappresenta un'occasione per conoscere autori, linguaggi e progetti fotografici, ma anche per osservare direttamente le caratteristiche delle stampe, dei formati e delle tecniche utilizzate. Ho raccolto alcune delle mostre fotografiche e d'arte che ho avuto modo di documentare nell'articolo dedicato alle mostre fotografiche a Milano e non solo.

















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