Le keyword non sono morte e continuano a essere fondamentali per la SEO. È cambiato, però, il punto di partenza. Nel 2026 non inizio più un articolo cercando una parola chiave, ma cercando di capire quale problema reale una persona vuole risolvere. Solo dopo costruisco il contenuto e lo ottimizzo per i motori di ricerca.
Perché ho cambiato il mio modo di fare SEO
Negli ultimi mesi, lavorando quotidianamente sul mio progetto editoriale Diario di Bordo, mi sono accorto che il modo in cui Google interpreta i contenuti sta cambiando più velocemente di quanto immaginassi. Questo cambiamento mi ha portato a rivedere il mio metodo di lavoro, il modo in cui progetto un articolo e, più in generale, il significato stesso della SEO nel 2026.
2 concetti chiave dell'articolo
Come è cambiato il mio approccio alla SEO nel 2026
Per molti anni il mio lavoro è iniziato sempre nello stesso modo. Aprivo SEOZoom o Semrush, cercavo una keyword interessante, ne analizzavo il volume di ricerca, la difficoltà e le opportunità di posizionamento. Solo dopo aver raccolto questi dati iniziavo a progettare l’articolo.

Le keyword rimangono uno strumento prezioso
Era un metodo corretto e continua ancora oggi a funzionare in molti contesti. Le keyword rimangono uno strumento prezioso per comprendere come le persone cercano un argomento e quale linguaggio utilizzano. Negli ultimi mesi, però, mi sono accorto che gli articoli che crescevano davvero non erano quelli costruiti attorno alla keyword perfetta. Erano quelli nati da una domanda reale, da un’esperienza diretta o da un problema concreto che avevo affrontato durante il mio lavoro.
Dal metodo tradizionale al mio approccio nel 2026
| Prima | Oggi |
|---|---|
| Cercavo una keyword | Parto da un problema reale che una persona vuole risolvere. |
| Analizzavo volume e difficoltà | Cerco di comprendere l’intento di ricerca e le esigenze dell’utente. |
| Scrivevo per la keyword | Scrivo per costruire la risposta più utile e completa possibile. |
| Ottimizzavo il testo | Ottimizzo il contenuto solo dopo averlo costruito. |
| Obiettivo: posizionarsi | Obiettivo: diventare una risposta autorevole per Google e per le persone. |
È questo il cambiamento più importante che ho introdotto nel mio metodo di lavoro. Le keyword continuano a essere fondamentali, ma arrivano dopo. Prima vengono le persone, le loro domande e le risposte che posso offrire attraverso la mia esperienza di content creator.
Cosa ho osservato sul mio progetto editoriale
Negli ultimi mesi ho aggiornato articoli come Vivian Maier, Fujinon XF 35mm f/1.4 e Profili pellicola Fujifilm[1] partendo da un problema reale e non da una semplice keyword. In tutti i casi ho osservato un miglioramento della visibilità organica e della capacità dei contenuti di rispondere agli utenti.

Un’immagine tratta dalla mostra[2]: Vivian Maier Unseen che ho recentemente aggiornato.
Google non è più solo un motore di ricerca
Per oltre vent’anni abbiamo considerato Google un motore di ricerca. L’utente digitava una parola chiave, Google restituiva un elenco di risultati e il nostro obiettivo era conquistare una delle prime posizioni. Oggi questo modello sta cambiando rapidamente. Con l’arrivo delle AI Overview e dei sistemi di ricerca basati sull’intelligenza artificiale, Google continua a cercare informazioni sul Web, ma sempre più spesso le interpreta, le confronta e costruisce direttamente una risposta.
In altre parole, sta evolvendo da semplice motore di ricerca a motore di risposta. Questo cambiamento modifica profondamente anche il nostro modo di progettare i contenuti. Non basta più inserire una keyword nel titolo, ripeterla nel testo e sperare di conquistare una buona posizione. Oggi Google cerca contenuti capaci di rispondere in modo completo, affidabile e credibile a una domanda precisa.
Da motore di ricerca a motore di risposta
| Google fino a ieri | Google oggi |
|---|---|
| Motore di ricerca | Motore di risposta. |
| Restituiva una lista di risultati | Costruisce una risposta sintetica. |
| Premiava la corrispondenza tra keyword e contenuto | Premia la qualità della risposta e l’intento di ricerca. |
| L’utente visitava diversi siti | L’utente trova spesso la risposta direttamente nella SERP. |
| La SEO iniziava dalla keyword | La SEO parte dai problemi e dalle esigenze delle persone. |
È proprio questa evoluzione che mi ha spinto a cambiare metodo. Oggi non mi chiedo più quale keyword scegliere, ma quale risposta posso offrire. Solo dopo utilizzo la SEO per aiutare Google a comprendere il contenuto e mostrarlo alle persone giuste in cerca di una risposta.
Le persone non cercano parole, cercano risposte
Quando una persona accende il PC e apre Google, ChatGPT o qualsiasi altro motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale non sta realmente cercando una parola chiave. Sta cercando una risposta. Chi vuole acquistare un obiettivo fotografico non desidera leggere soltanto una scheda tecnica. Vuole capire se quell’obiettivo vale ancora il prezzo richiesto, quali sono i suoi punti di forza, in quali situazioni eccelle e se rappresenta la scelta migliore rispetto ad altre alternative.

Lo stesso accade quando un imprenditore cerca un consulente SEO o un web designer. Dietro quella ricerca non c’è la parola “SEO”. C’è un problema da risolvere, un sito che non genera contatti, un progetto che non cresce oppure la necessità di capire come affrontare il cambiamento portato dall’intelligenza artificiale. È proprio da quel problema che oggi inizio a costruire ogni nuovo contenuto.
Dal volume di ricerca all’intento
Continuo ad utilizzare SEOZoom, Semrush e tutti gli strumenti che fanno parte del mio lavoro quotidiano. Sarebbe sbagliato affermare il contrario. La differenza è che oggi il loro ruolo è completamente cambiato. Non apro più questi strumenti per decidere quale articolo scrivere. Li utilizzo quando ho già individuato un argomento, per comprendere come le persone descrivono quel problema, quali domande pongono e quali aspetti meritano maggiore approfondimento. In altre parole, oggi le keyword non guidano più la strategia editoriale. La rifiniscono. Il mio processo è diventato molto più semplice.
Il mio metodo di ricerca
- Individuo un problema reale
- Cerco di comprenderne il contesto
- Costruisco il contenuto migliore possibile
- Verifico le keyword più pertinenti
- Ottimizzo H1, meta description e collegamenti interni
Il nuovo ruolo delle keyword nella SEO
Può sembrare una differenza minima, ma cambia completamente il modo di progettare un contenuto. Le keyword servono ancora? La risposta è sì. Le keyword continuano a essere fondamentali perché aiutano a comprendere il linguaggio delle persone e permettono ai motori di ricerca di interpretare correttamente un contenuto. Quello che è cambiato è il loro ruolo. Oggi non costruisco più un articolo attorno a una keyword. Utilizzo le keyword per migliorare un contenuto che nasce con un obiettivo molto diverso: rispondere nel modo più completo possibile a una domanda reale. È una differenza sottile, ma credo che rappresenti uno dei cambiamenti più importanti della SEO contemporanea.

Una schermata della Search Console di Google.
Cosa cambia per aziende e professionisti
Se hai un sito web, oggi non basta più puntare su una keyword. Una strategia SEO efficace parte dalle domande dei tuoi potenziali clienti e costruisce contenuti utili, autorevoli e pertinenti.
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Le keyword non bastano più, ma restano fondamentali
Negli ultimi quindici anni ho visto cambiare Google molte volte. Sono cambiati gli algoritmi, il modo in cui vengono valutati i contenuti e, più recentemente, è arrivata l’intelligenza artificiale a modificare ancora una volta le regole del gioco. Le keyword continuano a essere uno strumento indispensabile e continueranno a far parte del mio lavoro quotidiano. Quello che è cambiato è il modo in cui le utilizzo. Oggi non parto più da una lista di parole chiave. Parto dalle persone, dalle loro domande e dai problemi che vogliono risolvere. Solo dopo utilizzo la SEO per aiutare i motori di ricerca.
Nota: credo che sia questo il cambiamento più importante che ho introdotto nel mio modo di lavorare. Ed è lo stesso approccio che continuerò ad applicare sia al mio progetto editoriale sia ai progetti dei clienti.
© Marcello Moresco
La Fujifilm X100V[3]I una delle fotocamere compatte di successo del brand Fujifilm.
Se invece sei un appassionato fotografo e in particolare utilizzatore ed estimatore del brand Fujfilm, continua a leggere il mio blog Diario di Bordo, dove troverai sempre articoli utili e aggiornati.
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Chi è Marcello Moresco
Marcello Moresco è consulente di comunicazione digitale per professionisti e PMI. Integra SEO, contenuti, WordPress e strumenti AI per migliorare la presenza online, comunicare meglio il valore di un'attività e generare contatti qualificati. Dal 2021 pubblica sul suo Diario di Bordo esperienze, test e approfondimenti basati sul lavoro quotidiano, con attenzione a comunicazione, tecnologia e fotografia.
Gli obiettivi Fujinon sono prodotti da Fujifilm per fotocamere mirrorless della serie X e GFX. Si distinguono per l’elevata qualità ottica, la nitidezza e la resa cromatica. La gamma Fujinon comprende obiettivi intercambiabili per tutte le mirrorless, oltre a lenti professionali per il cinema e la televisione, apprezzate per il controllo preciso della messa a fuoco e della profondità di campo. In tutte le linee, gli obiettivi Fujinon si caratterizzano per la costruzione solida e affidabile, la riduzione delle aberrazioni ottiche e una resa cromatica naturale, che li rende adatti sia ai fotografi professionisti sia agli appassionati.








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